L’Otello d’Egitto

Federica Zoja
29/09/2010

L'amante fu decapitata: 15 anni al magnate amico di Mubarak.

L’Otello d’Egitto

Alla fine Hisham Talaat Moustafa, magnate dell’industria egiziano vicino alla famiglia del presidente Hosni Mubarak, ce l’ha fatta a scampare alla pena di morte.
Al termine di un processo ricco di colpi di scena e irregolarità procedurali, nonostante prove e testimonianze schiaccianti lo identificassero come il mandante del killer che ha sgozzato e decapitato la show girl libanese Suzanne Tamim, Hisham è stato condannato in via definitiva a soli 15 anni di prigione. Quando nel maggio del 2009 era stato condannato a morte.
La sentenza del 28 settembre, c’è da scommetterci, è destinata a far parlare l’opinione pubblica araba per settimane, come già successo al momento dell’assassinio, avvenuto in un lussuoso appartamento di Dubai il 28 luglio del 2008.Mentre il mondo musulmano si preparava al mese santo di Ramadan e alla programmazione televisiva ricca di soap opera, che è solita allietare le serate delle famiglie al termine del digiuno diurno, la morte di Suzanne Tamim e i suoi retroscena “pulp” riempirono le pagine dei giornali arabi per settimane.
La vicenda racchiudeva tutti gli ingredienti degni di una fiction: la trentenne Suzanne, poco talento e parecchi passaggi dal chirurgo estetico, era conosciuta più per la sua vita sentimentale movimentata che per il suo repertorio canoro.

La storia d’amore

Nel 2006, quando conobbe l’egiziano Hisham, numero uno del gruppo edilizio Talaat Moustafa, più anziano di lei e traboccante denaro, Suzanne aveva alle spalle già due matrimoni.
Per lei, racconta la stampa rosa araba, Hisham, membro del senato egiziano ed esponente di punta del partito nazionale democratico, Ndp, guidato dal clan Mubarak, perse subito la testa. Ricambiato sinceramente o per opportunismo non è dato sapere. La storia fra i due, durata due anni, ha come scenografia gli Emirati arabi, dove la coppia arreda un attico nel quartiere Marina di Dubai, in cui lei si stabilisce.
Poi, la brusca rottura, probabilmente a causa di un nuovo amore della Tamim, questa volta, secondo indiscrezioni, autentico. Minacciata e spiata dal suo ex egiziano, Suzanne e il suo nuovo compagno, Riyadh Al Azzawi, campione di kickboxing di origine irachena e con passaporto britannico, si sposano in gran segreto a Londra.

La vendetta dopo l’addio

L’abbandono e il tradimento sono un affronto intollerabile per l’uomo d’affari e avvocato egiziano, erede di una delle più potenti famiglie egiziane.
Fino all’epilogo degno di un film, con l’ex agente di polizia Mohsen Al Sukkari incaricato di recarsi a Dubai, dove la cantante libanese viveva ancora nell’appartamento del quartiere Marina, per uccidere la donna, sfregiarla e tagliarle la testa.
Un assassinio costato al businessman due milioni di dollari e al killer Al Sukkari, lui sì, l’ergastolo, oltre ad altri tre anni per porto d’armi illegale.

Fin dall’inizio, i mezzi di comunicazione arabi hanno dato per certa una “soluzione politica” alla vicenda di Hisham Talaat Moustafa, ipotizzando persino la grazia presidenziale.E non è detto che ciò non avvenga: difficile immaginare che davvero un favorito della corte dei Mubarak trascorra in una prigione egiziana 15 anni.
La stampa indipendente egiziana segnala che la sentenza è stata emessa prima che i testimoni fossero sentiti. E già si parla di corruzione e bustarelle per ammorbidire il giudizio. Ora si attendono le motivazioni, che saranno pubblicate entro 30 giorni.
Intanto, dopo il giudizio, hanno subito ripreso quota le azioni del Gruppo Talaat Moustafa, attualmente diretto dal fratello di Hisham, Tarek.