Altro che Alitalia: la priorità di Lotito è il seggio al Senato

Francesco Pacifico

Altro che Alitalia: la priorità di Lotito è il seggio al Senato

Alle elezioni del 2018 l'ha perso per pochi voti. Ora c'è un ricorso pendente. Che era convinto di vincere. Ma gli ultimi sviluppi potrebbero guastare i suoi piani.

14 Giugno 2019 21.55
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Altro che Alitalia o un attaccante da affiancare a Ciro Immobile: la priorità di Claudio Lotito è il Senato. Precisamente, vuole, anzi deve mettere le mani sul seggio a Palazzo Madama che gli è sfuggito nel marzo del 2018 per pochi voti. Primo dei non eletti nel collegio di Campania 1 nelle file Forza Italia, il patron della Lazio, nonché uno dei pretendenti per entrare nella cordata con Ferrovie per salvare l’ex compagnia di bandiera, da mesi aspetta l’esito del suo ricorso, pendente nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, guidata dall’azzurro Maurizio Gasparri.

Fino a qualche settimana fa era sicuro di farcela. Ma – come avviene in quelle stagioni dove tutto prima gira per il verso giusto e poi lo spogliatoio si rivolta contro l’allenatore – una serie di circostanze inaspettate potrebbe stravolgere i suoi piani: il caos in quello che rimane nel partito di Silvio Berlusconi (dove non si capisce chi comanda e chi prende le decisioni finali); il rallentamento di un’altra pratica all’ordine del giorno della giunta, cioè l’assegnazione di un seggio in più in Senato per i cinque stelle; un quadro politico dove la maggioranza a Palazzo Madama ha numeri sempre più labili.

L’INTRICATA VICENDA DI LOTITO

La vicenda di Lotito è – dal punto di vista normativo – molto complessa da sciogliere. In estrema sintesi, il patron della Lazio – nel suo ricorso – spiega che la commissione elettorale per assegnare i seggi in Campania ha utilizzato principi (il calcolo dei resti, i livelli di rappresentatività sempre su base regionale) che hanno finito per premiare il primo dei non eletti di Campania 3 (Vincenzo Carbone) ai suoi danni. Di più, sempre partendo dalle cervellotiche regole della nostra legge elettorale, si dice convinto che nella circoscrizione Campania 2 Forza Italia abbia ottenuto più consensi che in Campania 3 (dove è stato eletto Carbone), quindi nel ricalcolo generale e nel gioco degli scarti Campania 1 (dove invece si presentava il patron della Lazio) avrebbe diritto a uno scranno in più.

LE VERIFICHE DEL RELATORE, IL FORZISTA MALAN

È il caos. Ma per scioglierlo c’è bisogno di una verifica. Che il diligente relatore, il forzista Lucio Malan, sta svolgendo, salvo però ritrovarsi di fronte a un verminaio: emblematico al riguardo che l’ufficio elettorale della Campania – nominato dalla Corte d’Appello di Napoli – abbia inviato su quel collegio ben tre relazioni diverse alla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, in alcuni punti contraddittorie tra loro. In un primo tempo Malan pensava di chiudere tutto all’inizio del mese in corso, ma vagliando i circa 600 verbali di 6 mila sezioni si sarebbe accorto che almeno in una decina hanno fatto errori marchiani, con gli scrutatori che sono persino stati capaci di assegnare i voti dati da un partito a quello inserito nella scheda elettorale nella riga inferiore. Perciò servirà altro tempo, forse qualche settimana in più. Senza contare che quel seggio è rivendicato anche da Peppe De Cristofaro, candidato di Leu. Secondo il quale, alle scorse politiche, lo scarto tra il partito di Pier Luigi Bersani e Forza Italia era minore di quanto è stato calcolato e sempre in base al gioco dei resti quel seggio potrebbe andare a lui.

Il forzista che rischia il seggio, Carbone, è molto vicino a Luigi Cesaro in una fase nella quale il partito regge al Sud

Come detto, fino a qualche settimana fa Lotito era convinto di spuntarla. Anche contando sui buoni rapporti con Berlusconi e con la “salernitana” Mara Carfagna. Nei corridoi di Palazzo Madama si parlava di un accordo tra maggioranza e opposizione, con il patron della Lazio in Senato in un risiko che avrebbe avuto il via con l’assegnazione di un senatore in più ai cinque stelle in Sicilia. Passaggio però reso complesso anche dal fatto che i grillini hanno eletto tutti i loro candidati e non hanno la possibilità di “recuperare” il primo dei non eletti in un’altra Regione. Inoltre, il forzista che rischia il seggio, Carbone, è molto vicino a Luigi Cesaro in una fase nella quale Forza Italia regge al Sud e perde in tutto il resto del Paese, incluso il Lazio dove vive Lotito.

SUL TAVOLO DELLA CASSAZIONE ANCHE IL CASO SALVINI

Quello del presidente della Lazio non l’unico ricorso per l’attribuzione di un seggio pendente nella Giunta. La scorsa settimana il presidente della prima Corte di Cassazione ha scritto alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, per chiedere conto delle altre incompatibilità che sono presenti in questo ramo del parlamento: il governatore della Sardegna, Christian Solinas, e soprattutto i senatori appena eletti a Bruxelles, tra i quali c’è anche Matteo Salvini.

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