Chi è Luca De Carlo, l’agricoltore moderato di Fratelli d’Italia per il dopo Zaia in Veneto

Andrea Muratore
11/01/2024

Per sostituire il Doge Meloni sta pensando al senatore e sindaco di Calalzo di Cadore che lotta contro le multinazionali e difende il patriottismo culinario. Non a caso è vicino a Lollobrigida e Coldiretti. E ha persino preso le distanze dal fascismo. In gioco però c'è pure Zoppas dell’Agenzia Ice ed ex capo della Confindustria veneta. Le strategie di Giorgia per penetrare nel Nord leghista.

Chi è Luca De Carlo, l’agricoltore moderato di Fratelli d’Italia per il dopo Zaia in Veneto

«Senatore di Fratelli d’Italia per amor di Patria, agricoltore per passione e comunicativo per carattere»: Luca De Carlo è chiaro nel presentarsi su X (fu Twitter) come uomo che ha fatto della sua professione il core business dell’attività politica. Chissà se è proprio per questo motivo che Giorgia Meloni sta pensando a lui per sostituire Luca Zaia, presidente della Regione Veneto già al terzo “giro di giostra”, qualora il Doge non fosse più candidabile nel 2025 per questioni di tetto al numero dei mandati. O, ipotesi non ancora scartata, se decidesse di correre alle elezioni europee 2024 per spostarsi da Venezia a Bruxelles puntando a un ruolo da commissario europeo in rappresentanza di quella Lega che non si riconosce – se non in minima parte – nel segretario Matteo Salvini. Del resto De Carlo non fa nulla per nascondere le sue ambizioni e quelle del partito: «È naturale che Fdi punti al Veneto, qui ha più voti della Lega».

Chi è Luca De Carlo, l’agricoltore moderato di Fratelli d'Italia per il dopo Zaia in Veneto
Il governatore del Veneto Luca Zaia (Imagoeconomica).

De Carlo è stato eletto alla Camera e al Senato nella stessa legislatura

Agricoltore di nascita e nativo di Pieve di Cadore, classe 1972, sindaco da 15 anni di Calalzo di Cadore, in provincia di Belluno, De Carlo è già, nel suo piccolo, nella storia italiana: è l’unica figura dell’era repubblicana a esser stato eletto nella stessa legislatura sia alla Camera sia al Senato. Come? Nel 2018 entrò a Montecitorio nella circoscrizione Veneto 1, ma nel luglio 2020 fu dichiarato decaduto e il suo seggio assegnato, dopo un riconteggio, al leghista Giuseppe Paolini; poi a settembre vinse in quota centrodestra con oltre il 71 per cento le elezioni suppletive per Palazzo Madama al collegio uninominale Veneto 9, subentrando al defunto collega di partito Stefano Bertacco.

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Luca De Carlo (Imagoeconomica).

Sì al patriottismo culinario, no alla carne coltivata

Riconfermato nel 2022, De Carlo guida la Commissione Agricoltura al Senato e da inizio XIX legislatura è uno dei portavoce dell’agenda di «sovranismo alimentare» di Giorgia Meloni. No alle multinazionali, sì al patriottismo culinario. No alla carne coltivata, sì al ritorno alla terra come strumento di rilancio dell’economia nazionale. Di recente, parlando con Agricola.eu, ha rivendicato la sua agenda: «Siamo riusciti a portare in campo la sperimentazione delle tecniche di evoluzione assistita, a dire con forza “no” alle multinazionali che vogliono eliminare le nostre produzioni per favorire la carne costruita in laboratorio, a restituire agli agricoltori il loro ruolo di custodi del territorio e dell’ambiente anche grazie all’istituzione del registro dei crediti di carbonio agroforestali».

Vicinissimo a Lollobrigida e sostenuto dalla Coldiretti di Prandini

Zaia dal 2008 al 2010, prima di scalare la Regione, fu ministro dell’Agricoltura. De Carlo è vicinissimo a Francesco Lollobrigida, che all’Agricoltura ha aggiunto l’obiettivo di occuparsi di «sovranità alimentare» col suo dicastero. E oltre che da Lollobrigida è sostenuto politicamente, in forma attiva, da Coldiretti, diventata con Ettore Prandini un pilastro del sostegno della società civile al movimento meloniano. Visitando il Villaggio Coldiretti a Roma, a ottobre 2023 De Carlo ha ringraziato il governo, il parlamento e la stessa associazione, vista come una terza Camera delle politiche agricole, per la rinnovata centralità del suo settore.

Chi è Luca De Carlo, l’agricoltore moderato di Fratelli d'Italia per il dopo Zaia in Veneto
Francesco Lollobrigida con Ettore Prandini (Imagoeconomica).

Ha condannato il fascismo: un segnale per l’elettorato veneto moderato di centrodestra

De Carlo, come Zaia, viene dalla provincia veneta profonda. Anzi, nel suo caso la provenienza è dalla periferia: è di Belluno, mentre il Doge è trevigiano. Entrambi rivendicano una vicinanza all’homo venetus medio, al “Paese reale”, e spiccano per relativo moderatismo nel partito. Zaia ha spinto più volte su temi come bioetica e diritti civili. De Carlo non ha mancato di definire il fascismo una parentesi italiana «condannata dalla storia». Dovrebbe essere un’ovvietà per la società italiana. È un passo di rara ed esplicita chiarezza dentro il primo partito nell’Italia del 2024. Di non secondaria importanza per De Carlo, che en passant è anche coordinatore veneto di Fdi, rivendicare una relativa trasversalità è utile per evitare che nel centrodestra veneto si ripeta la “sindrome Verona”: nel 2022 Federico Sboarina, sindaco uscente di Verona, fu sconfitto da Damiano Tommasi al ballottaggio anche per la percepita radicalità delle sue posizioni di destra.

Tra i candidabili anche Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice ed ex capo di Confindustria Veneto

Da qua all’ottobre 2025 la partita è lunga. Ma De Carlo ha già aperto la sfida chiedendo a Zaia chiarezza sul futuro. Sarà il senatore-Cincinnato il successore del Doge? De Carlo ha lanciato la corsa. A destra però non sono pochi i pretendenti. In casa Fratelli d’Italia molti ricordano la vicinanza tra Meloni e Matteo Zoppas, nato nel 1974 a Pordenone, presidente dell’Agenzia Ice ed ex numero uno di Confindustria Veneto, accreditato per posizioni di peso: era uno dei pochi industriali presenti alla convention programmatica organizzata da Fdi a Milano ad aprile 2022, prima che i meloniani salissero al potere. E ora è pronto a essere “ricompensato”. C’è poi da vedere se la Lega svelerà un nome, mentre Forza Italia, attivissima, è condizionata dalle non secondarie ambizioni del coordinatore ed ex sindaco di Verona Flavio Tosi.

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Matteo Zoppas, presidente di Ice, ad Atreju 2023 (Imagoeconomica).

L’occasione ghiotta per Meloni di insediarsi nelle roccaforti della Lega al Nord

De Carlo per adesso sembra in testa alla lista dei candidabili. Ma la traversata da qui al momento del voto sarà tortuosa. E prima di capire chi può ambire a diventare il “nuovo Doge” andrà svelata, innanzitutto, la scelta personale di Zaia. Il quale potrebbe, candidandosi alle Europee, accelerare le scelte dei partiti qualora la strada per il quarto mandato fosse bloccato dalla dura realtà della legge, che a oggi non lo consente. E in vista di eventualità di questo tipo De Carlo e Fdi hanno iniziato a muovere le loro pedine. Centrare l’obiettivo di insediare Fratelli d’Italia nelle roccaforti verdi della Lega significherebbe promuovere l’avanzata della penetrazione meloniana al Nord. Un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.