Il ruolo di Luca Lotti nel caso Csm-Palamara

Il deputato Pd avrebbe avuto colloqui con l'ex presidente dell'Anm e membri del Consiglio interessandosi sul futuro della Procura di Roma, che ha chiesto il suo rinvio a giudizio per il caso Consip.

04 Giugno 2019 19.24
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Nel caso Palamara che ha investito il Csm mettendo alla luce «giochi di potere e traffici venali» – come li ha definiti il vice presidente David Ermini al plenum del Consiglio superiore della magistratura – c’è un nome che ricorre, quello di Luca Lotti. L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Renzi e deputato Pd è stato intercettato il 9 maggio insieme al collega Cosimo Ferri mentre discute con l’ex presidente del Csm Luca Palamara e il consigliere del Csm Luigi Spina del futuro della Procura di Roma e della successione di Giuseppe Pignatone. La conversazione tra i quattro è stata registrata dalla Procura di Perugia, che inserendo un trojan nel telefono di Palamara lo ha trasformato in una cimice.

I CONSIGLIERI DEL CSM COINVOLTI

Oltre a Spina, anche i consiglieri Antonio Lepre, Corrado Cartoni, Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli avrebbero partecipato secondo i pm perugini agli incontri per il dopo-Pignatone, ai quali sarebbero stati presenti in alcune occasioni anche Lotti e Ferri. I cinque consiglieri si sono autosospesi (Spina si è dimesso) dal Consiglio superiore della magistratura.

L’INTERESSE DI LOTTI NELLA VICENDA

Ma quale sarebbe l’interesse di Lotti, membro di primissimo ordine del fu giglio magico renziano, nella vicenda? Come spiega il Corriere della Sera, «pochi mesi prima il procuratore, l’aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi avevano chiesto per Lotti il rinvio a giudizio per l’affare Consip e dunque negli incontri delle ultime settimane il dem avrebbe sostenuto la necessità di un cambio di rotta, sostenendo la candidatura del procuratore aggiunto di Firenze Marcello Viola, anziché quello di Palermo Francesco lo Voi», per la successione a Pignatone.

LE LAMENTELE SU ERMINI

Inoltre, come rivela il Fatto Quotidiano, sarebbe emersa dalle indagini l’insofferenza di Lotti nei confronti del vicepresidente del Csm Ermini, che non risultava «sufficientemente collaborativo agli occhi del consesso rappresentato (da Lotti, ndr): al di là della singola partita sulla Procura di Roma, ci si lamentava del fatto che Ermini, più generale, avesse un atteggiamento non abbastanza “reattivo” e rispondente alle richieste».

IMPUTATO NELL’INCHIESTA CONSIP

Lotti è imputato, con l’accusa di favoreggiamento, nell’inchiesta Consip condotta dalla Procura di Roma. Secondo il Fatto Quotidiano, «non doveva essere lì e non doveva interessarsi al futuro della Procura che ha chiesto il suo rinvio a giudizio».

PALAMARA: «HO INCONTRATO TANTI POLITICI»

«Lotti? Ho incontrato tante persone del mondo della politica e delle istituzioni, ho incontrato anche lui», ha detto Palamara a Quarta Repubblica, «sono dieci anni che sono a vario titolo coinvolto, sia come presidente Anm sia come consigliere del Csm, con i più svariati appartenenti al mondo politico di qualsiasi parte. Ciò non significa minimamente che le discussioni che ci sono state potessero interferire in qualche modo nella scelta dei capi degli Uffici giudiziari».

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Commenti: 1

  1. qualcuno mi sa speigare la nomina a presidente delcsm dell’avv ermini ? l’unica spegazione è che era il legale della famiglia renzi

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