Luca Palamara si è autosospeso dall’Anm

L'annuncio in una lettera al presidente dell'Associazione nazionale magistrati. «Sono certo di chiarire i fatti che mi vengono contestati». Spina si dimette dal Csm.

01 Giugno 2019 15.07
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Dopo le accuse di corruzione Luca Palamara ha deciso di autosospendersi dell’Associazione nazionale magistrati (Anm). «Sono certo di chiarire i fatti che mi vengono contestati. Il mio intendimento ora è quello recuperare la dignità e l’onore e di concentrarmi esclusivamente sulla difesa nel processo di fronte a tali infamanti accuse», scrive Palamara in una lettera inviata al presidente dell’Anm Pasquale Grasso. «Per tali ragioni mi assumo la responsabilità di auto sospendermi dal mio ruolo di associato con effetto immediato. Sono però sicuro che il tempo è galantuomo e riuscirà a ristabilire il reale accadimento dei fatti», conclude il pm di Roma, che ha guidato l’Associazione nazionale magistrati dal 2007 al 2012.

IL CONSIGLIERE SPINA SI DIMETTE DAL CSM

A seguire sono arrivate anche le dimissioni di Luigi Spina. Il consigliere capogruppo di Unicost a Palazzo dei Marescialli è indagato dalla Procura di Perugia per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale nell’ambito dell’inchiesta sull’ex presidente dell’Anm Luca Pamalara, accusato di corruzione. Nella giornata di venerdì 31 maggio Spina si era autosospeso dai suoi incarichi di consigliere nell’organo di autogoverno dei giudici.

40 MILA EURO PER UNA NOMINA

Secondo quanto emerso dal decreto della perquisizione disposta dalla procura di Perugia nei confronti di Palamara, l’uomo avrebbe ricevuto 40 mila euro dagli avvocati Giuseppe Calafiore e Piero Amara per favorire la decisione di piazzare Giancarlo Longo a procuratore di Gela, poi non andata in porto, quando rivestiva il ruolo di componente del Consiglio superirore della magistratura (Csm).

UNICOST PRONTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO

Intanto la corrente della magistratura Unicost, Unità per la Costituzione, a cui appartengono due dei magistrati coinvolti nell’inchiesta, ha annunciato che se si dovesse arrivare a processo, «si ritiene parte lesa, sicchè sin da oggi ci riserviamo, in caso di successivo processo, la costituzione di parte civile a tutela dell’immagine del gruppo, gravemente lesa».

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