Zaia è l’anti-Salvini: dopo le Europee può mandare a casa il leader

Paolo Madron
17/01/2024

L'ultima battaglia del governatore veneto sul fine vita dimostra che c'è una Lega che non vuole seguire la deriva fascio-sovranista del suo segretario nazionale. Se il voto per Bruxelles andrà male, il Doge deve solo trovare un po’ di coraggio e rifondare il partito ridando cittadinanza alle istanze delle origini.

Zaia è l’anti-Salvini: dopo le Europee può mandare a casa il leader

Luca Zaia fa politica, Matteo Salvini propaganda, il Partito democratico confusione. Dal Veneto, diventato come altre volte in passato laboratorio che anticipa o quanto meno delinea future tendenze, il segnale è chiaro. L’attuale governatore ha semplicemente cercato di trasformare il fine vita in legge dopo che una sentenza della Corte costituzionale aveva dato il suo via libera invitando la politica a fare la sua parte. Cosa che il parlamento ha accuratamente evitato di fare, perché il tema è trasversalmente divisivo (come dimostra il no della consigliera Pd nella votazione veneziana) e urta ecclesiastiche sensibilità. Zaia che per primo ha provato a normare la materia è uscito sconfitto anche se di pochissimo nei numeri, ma vittorioso nell’immagine. Ha cercato di fare in casa sua quel che nonostante gli appelli della Consulta fuori era rimasto un tabù. Al tempo stesso ha mostrato che c’è una Lega di governo – la sua, non quella che gli ha votato contro – per nulla intenzionata a seguire la deriva fascio-confessional-sovranista del suo segretario nazionale che per restare in sella ne sta stravolgendo principi identitari e fondativi.

Salvini sta provando a tenere Zaia il più lontano possibile

Zaia insomma è l’anti-Salvini, se solo trovasse un po’ di coraggio in più per sfidarlo a viso aperto, e decidesse di uscire dalla sua lagunare comfort zone che gli assicura un consenso bulgaro sul territorio. Ovvio che lo Zelig del Carroccio si batta per dargli la possibilità di un terzo mandato non per un do ut des con Giorgia Meloni che ha deciso di prendersi la Sardegna, ma semplicemente per tenerlo il più possibile lontano dalla Capitale. Se fosse per Salvini, dovrebbe restare a Palazzo Ferro Fini vita natural durante. Ha persino tentato di convincerlo a candidarsi alle Europee 2024, perché Bruxelles è ancora più lontana, ma il governatore ha mangiato la foglia e ha respinto la richiesta al mittente.

Zaia è l'anti-Salvini: dopo le Europee può mandare a casa il leader
Luca Zaia con Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Il Doge ha un seguito personale di gran lunga superiore a quello del partito cui appartiene

Ora, è vero – e Zaia sembra essere un convinto sostenitore della teoria – che è meglio essere cardinale in Veneto che monsignore a Montecitorio. Ma mai come dopo le Europee, specie se come si augura la strisciante opposizione interna il risultato della Lega dovesse essere poca cosa, l’occasione per mandare a casa l’attuale leader potrebbe essere più propizia. In questo Meloni gli sta dando indirettamente una mano perché di legge sul terzo mandato, esplicitamente richiesta da Salvini, non vuol proprio sentir parlare. Zaia può contare su un seguito personale di gran lunga superiore a quello del partito cui appartiene, e molti amministratori locali sono pronti a seguirlo se decidesse di lasciare calli e campielli per scendere a Roma. Basta solo che vinca la pigrizia, trovi un po’ di coraggio e si lasci sedurre dall’ambizione di rifondare il partito ridando cittadinanza e agibilità politica alle istanze delle origini.