Luciana e il suo Walter

Redazione
14/12/2010

di Maurizio Di Lucchio Opere per tutti i gusti, insomma. L’ideale per passare un fine settimana invernale in compagnia dei...

di Maurizio Di Lucchio

Opere per tutti i gusti, insomma. L’ideale per passare un fine settimana invernale in compagnia dei libri. Questi sono i titoli che la redazione di Lettera43.it ha scelto per voi tra le nuove uscite in libreria.

I dolori del giovane Walter – Luciana Littizzetto

Non lasciatevi trarre in inganno. Il giovane Walter, di cui Luciana Littizzetto racconta i dolori, non ha niente a che fare con la scena politica italiana. I dolori del giovane Walter è il racconto del corrispettivo maschile di Jolanda, a cui la Littizzetto ha dedicato La Jolanda furiosa. Walter è la testa di ponte per raccontare il maschio contemporaneo, le sue storture, le fissazioni e i comportamenti.
Lo stile è sempre lo stesso, quello di Luciana. Leggiamo: «Il body scanner degli aeroporti è un problema per la privacy. Per le donne passi, più o meno le jolande si somigliano. Ma per i maschi no.
Per chi c’ha un walterino sarà un disastro, dovrà stare col suo bel tappo di spumante alla vista di tutti. Solo quelli che hanno un cormorano al posto del walter faranno un figurone. Li vedremo entrare a passi lunghi e bacino in avanti chiedendo alle addette: “Che ne dici, amore, di quest’arma di distruzione di massa?”».

 

 

Flood. Diluvio – Stephen Baxter

Ecco la lettura perfetta post-vertice di Cancun. «Un’allegoria sul global warming»: è come la Bbc ha definito Flood. Diluvio. La frase di lancio («Entro trent’anni saremo sommersi dall’acqua?») fa pensare ai toni del saggio alla McKibben, ma nel romanzo di Stephen Baxter siamo dalle parti dell’apocalisse in stile 2012 (il film).
Soltanto che qui a segnare il destino dell’umanità non è l’antica profezia dei Maya, ma lo scioglimento delle calotte polari. Siamo a Londra, nell’anno 2016. Le piogge violente fanno esondare il Tamigi, che allaga la capitale britannica. Le sue acque si ritirano, poi è il livello del mare che comincia a salire, con il ritmo inesorabile che si vuota. L’Inghilterra, e la Terra, cominciano ad attrezzarsi per la catastrofe annunciata. Un climate-change thriller corale, che potrebbe seriamente farvi passare la voglia di inquinare.

 

 

Obama. Una storia della nuova America – David Remnick

Il 2010 per Barack Obama è stato un anno complesso, che ha eroso parte del suo consenso politico ed elettorale, in America almeno. Tuttavia, resta il leader più affascinante e carismatico attualmente in circolazione.
Il saggio di David Remnick, direttore del New Yorker, Obama. Una storia della nuova America è un’inchiesta poderosa che ripercorre le tappe della sua vita.
Le vicende connesse al privato le conosciamo: l’abbandono del padre, l’amore per la madre, un processo di costruzione identitaria in bilico tra culture e retaggi molto diversi, ma complementari.
Remnick ricostruisce i passaggi che hanno permesso a Obama di diventare non solo il primo presidente afroamericano degli Usa, ma anche un simbolo per milioni di americani: è la voglia di cambiare il mondo e la capacità di plasmare il futuro a fare la differenza. Una morale da suggerire anche a chi fa politica: non bastano le università della Ivy League a creare un politico di razza. Non c’è sogno che tenga senza un personalissimo, a tratti utopico, sforzo volontaristico.

 

 

Amori senza diritti – Mimma Siciliano

Chi sono le coppie omosessuali italiane con figli? Il termine, forse non bellissimo, sicuramente ancora poco usato da noi, è famiglie omogenitoriali, ossia con due genitori dello stesso sesso, due padri o due madri.
Non hanno nessun tipo di riconoscimento o di diritto, eppure secondo le statistiche sono ormai più di 100 mila i figli nati in questo tipo di situazione: la loro è una sfida contro la lentezza con cui le leggi prendono atto dei mutamenti sociali in corso. Più della metà dei cittadini omosessuali in Italia vorrebbe infatti vedersi riconosciuto il diritto ad adottare un figlio.
L’autrice di Amori senza diritti è la giornalista Mimma Siciliano, che ha raccolto queste storie in ogni angolo d’Italia, i loro racconti sull’omofobia che in modo sempre più subdolo soffoca i diritti delle coppie omosessuali nel nostro Paese. Un quadro insieme desolante e pieno vitalità e speranza.

 

 

Il bus si è fermato – Tabish Khair

Tabish Khair è uno degli scrittori indiani più noti, tradotti e apprezzati nel mondo. Da noi è ancora in fase di scoperta: il viaggio nella sua opera parte con il mezzo di trasporto più classico del SubContinente di oggi, l’autobus corriera.
Il bus si è fermato è ambientato tra gli sguardi e le parole dell’umanità che si raccoglie dentro un pullman.
Khair mescola personaggi tipicamente contemporanei, come l’autista, uomo frustrato da un lavoro che detesta, e classici, come l’eunuco che si fa passare per donna e la sensuale schiava, che attira su di sé sguardi carichi di desiderio. Khair, che insegna letteratura all’Università di Aarhus in Danimarca, è maestro in questo: creare opere di respiro e fruibilità globale senza perdere per strada nessuna delle contraddizioni di un paese ancora difficile da decifrare (e da raccontare) come l’India di oggi.

 

 

Quattro giorni di marzo – Jens Christian Grøndahl

Nordici e noir: equazione fin troppo semplice, seppur giustificata dal successo di Larsson, Mankell e altre stimate penne del delitto con sfondo sociale. Nel libro del danese Grøndahl, Quattro giorni di marzo non ci sono delitti ma passioni, quelle che agitano la vita di una donna, Ingrid Dreyer, che ha saputo scegliere e rischiare nel privato, costruendosi un destino all’altezza delle sue aspettative.
L’improvviso dramma del figlio, coinvolto in un’aggressione a sfondo razziale segnerà solo l’inizio di un viaggio verso casa che la vedrà ripercorrere il suo passato, le figure dominanti della sua vita, segnata dal profondo legame, pur nel classico distacco generazionale, con le donne della sua famiglia. Libro intenso che verte su temi e dinamiche molto care al pubblico di formazione europea, e mediterraneo in particolare: la famiglia, l’educazione e il condizionamento dei legami. Leggerlo per capire come sono declinati in un linguaggio letterario altro, è certo ottimo pretesto.

 

 

Roboscopo – Rob Brezsny

Leggere l’oroscopo è stata a lungo attività da nascondere per non incorrere nel biasimo di amici intellettuali e parenti snob.
Poi, l’avvento di Brezsny su Internazionale con oroscopi ispirati a Eliade, Jung, Blake: quanto basta per trasformare un arcaico strumento di predestinazioni in veri dogmi motivazionali per ognuno di noi.
Rob Brezsny è astrologo di fama mondiale, ma il successo del suo oroscopo, tradotto in 133 lingue, trova fondamento nei suoi trascorsi di poeta e musicista, non indifferenti alla ricerca personale dell’illuminazione.
Rizzoli ha selezionato il meglio della sua produzione dell’ultimo decennio: profili, personaggi e riflessioni per ogni segno oltre a materiale inedito e mai pubblicato in italiano. Roboscopo è la strenna perfetta per amici e colleghi, ma anche come lettura per fare analisi e scoprire che se l’amore e la salute troppo spesso sono in mano al destino, il cambiamento e la capacità di sorprenderci spettano solo a noi.

 

 

C’è spazio per tutti – Piergiorgio Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi può contare ormai un pubblico trasversale, grazie alla sua scientifica capacità di sedurre lettori esperti e non. Ai primi, l’Odifreddi matematico offre la solidità della sua formazione. Agli altri, l’Odifreddi autore, regala uno stile mai noioso, ma sempre al servizio del lettore.
Nel nuovo lavoro per Mondadori, C’è spazio per tutti, ci restituisce il piacere della geometria, una scienza che permea l’evoluzione della civiltà umana. Dalle Piramidi egizie, simbolo di una padronanza estrema nel campo dei solidi, all’arte di Dalì e Mondrian, che con stili differenti dimostrano come l’estro può tradursi attraverso l’uso della forma geometrica. Un lungo excursus che ci restituisce il piacere di una materia che troppo spesso releghiamo alla formazione scolastica, dimenticando la sua innata presenza nella nostra vita quotidiana. Bello anche da vedere: 400 immagini a colori.

 

 

Roadkill – Helene Hegemann

La protagonista si chiama Mifti, ha vissuto un’infanzia difficile accanto a una madre alcolista violenta e disoccupata, che però veste sempre Chanel. Alla sua morte si trasferisce a Berlino, ancora adolescente, e finisce in una casa lussuosa e decadente, in cui «è più semplice trovare confezioni cominciate di psicofarmaci che qualcosa di commestibile nel frigorifero».
Inizia così un percorso autodistruttivo fatto di alcool, droga, sesso estremo e relazioni epidermiche e sbrigative alla ricerca di una possibile se stessa adulta. Roadkill è l’esordio di una giovanissima scrittrice, che ha attirato grandi critiche e grandi elogi in Germania, per il modo in cui racconta la caduta libera di una generazione perduta, in lotta con «il mondo dei vecchi». Tra profetica e violenta poesia e una prosa a tratti prossima al delirio, è un romanzo duro e triste, scomposto e disilluso, alla ricerca di una impossibile riconciliazione.

 

 

Gianluigi Nuzzi- Metastasi

Nuzzi e Chiarelettere si rincontrano dopo il successo di Vaticano Spa ed è di nuovo materiale che scotta: i legami tra ndrangheta e politica al Nord sembrano essere il must di stagione.In Mestastasi. Sangue soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova ndrangheta nella confessione di un protagonista, scritto con Claudio Antonelli, il giornalista di Libero gioca l’asso delle rivelazioni del superpentito Giuseppe Di Bella, per decenni al fianco del boss Franco Coco Trovato, indiscusso capo della malavita nel lecchese.
Armi e droga ma soprattutto legami con la politica locale e nazionale al fine di fagocitare il territorio, dominandone gli appalti, insinuandosi nel tessuto locale delle licenze edilizie e commerciali.
Il libro di Nuzzi è perfetto per alimentare il dibattito su temi ormai apertamente al centro del dibattito pubblico, e se Saviano deve vedersela con Maroni, Nuzzi è già ai ferri corti con Roberto Castelli. Ma i leghisti non sono gli unici ad arrabbiarsi. Chissà cosa ne pensa la famiglia di Gianni Versace, al centro di clamorose confessioni che alzano un velo, a tratti venato da leggenda metropolitana, sulla morte del mai troppo compianto stilista.