Ludopatia: cos’è, quali sono i sintomi e come combatterla

Redazione
13/10/2023

Chi ne è affetto soffre d'ansia ed è assuefatto al gioco cercando puntate sempre più alte e frequenti. Come ogni dipendenza, anche la ludopatia genera astinenza. Tra le cure, sedute di terapia e in casi più gravi anche trattamenti farmacologici.

Ludopatia: cos’è, quali sono i sintomi e come combatterla

Il calcioscomesse che ha travolto alcuni importanti calciatori della Nazionale – con l’autodenuncia di Nicolò Fagioli e gli avvisi di garanzia a Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo – ha riaperto il dibattito sui rischi della ludopatia e sulle problematiche legate al gioco d’azzardo.

Cos’è la ludopatia

Quando si parla di ludopatia, bisogna innanzitutto chiarire che si tratta di una patologia. Dunque, di un disturbo psicologico. Un giocatore e un ludopatico sono differenti nella modalità in cui portano avanti l’interesse per la scommessa. Il ludopatico gioca d’azzardo in maniera abitudinaria, manifestando la necessità di scommettere sempre di più. Anche a distanza di pochi minuti dalla precedente giocata.

Quali sono i sintomi della ludopatia e come ci si accorge di averla

Diversi i sintomi che possono ricondurre alla ludopatia. Tra questi ansia e preoccupazioni. Il giocatore patologico pensa continuamente al gioco e alle sue esperienze passate, presenti o frutto di sogni. Poi c’è l’assuefazione, tipica delle dipendenze: servono puntate sempre più alte e frequenti per continuare a provare le stesse emozioni. E ancora, l’astinenza. Inquietudine e irritabulità sono elementi che caratterizzano il ludopatico quando prova a ridurre o interrompere l’attività. C’è poi il senso di rivincita, la voglia di “riscatto” dopo una sconfitta, che porta a giocare finché non si vince. Il ludopatico sviluppa una inclinazione verso le azioni illegali: è cioè portato a infrangere la legge pur di trovare il denaro per scommettere o recuperare una perdita. Questi disturbo ha gravi conseguenze sulle relazioni personali.

Come combattere la ludopatia

Esistono diversi modi di curare questa patologia, differenti a seconda del grado di gravità. Per i casi meno gravi si può utilizzare una terapia cognitivo comportamentale. L’obiettivo è arrivare a comprendere quali siano i meccanismi che stanno alla base del disturbo da gioco. Una volta superata questa fase, si può intervenire per individuare le strategie migliori per gestire il disturbo nella vita di tutti i giorni. In caso di dipendenza grave, non sono escluse terapie farmacologiche. Specialmente nei casi in cui il paziente abbia sviluppato anche forme di depressione, stati d’ansia o altre malattie di tipo psichiatrico. In ultimo, si può procedere con terapie di gruppo.