L’Ue contro Gbagbo

Redazione
20/12/2010

di Paolo Brunello begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting Fonti diplomatiche hanno riferito che l’Unione europea ha deciso, lunedì 20 dicembre, di prendere provvedimenti contro...

di Paolo Brunello begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting

Fonti diplomatiche hanno riferito che l’Unione europea ha deciso, lunedì 20 dicembre, di prendere provvedimenti contro il presidente autoproclamato della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo e altre 18 persone del suo entourage, interdicendoli dal territorio europeo. L’accordo, come ha riportato Le Monde in un articolo, è stato raggiunto a Bruxelles dai rappresentanti dei 27 Paesi dell’Unione europea, riuniti in due gruppi di esperti sull’Africa e sulle relazioni esterne. Per entrare in vigore, il provvedimento deve essere approvato per iscritto entro il pomeriggio di mercoledì 22 dicembre (ovvero entro 48 ore) da parte dei governi europei.

Niente visti e congelamento dei beni

Venerdì 17 dicembre, nel corso di un incontro, i capi di Stato e di governo dell’Ue avevano pubblicato una dichiarazione comune per spingere l’esercito ivoriano a sottostare all’autorità del «presidente democraticamente eletto», Alassane Ouattara.
IN NOME DEL POPOLO. Avevano inoltre ribadito «la determinazione dell’Ue nell’adottare misure mirate contro chi avrebbe continuato a non rispettare la volontà espressa dal popolo ivoriano». Le sanzioni europee riguardano, da un lato, restrizioni alla concessione di visti e, dall’altro, il congelamento di beni. «In un primo momento, si è deciso soltanto di vietare la concessione dei visti, perché è più semplice da attuare. Il congelamento dei beni sarà il secondo passo, ma la procedura è più complicata», ha spiegato un diplomatico.

L’attacco alle Nazioni Unite

In Costa d’Avorio stanno continuando le violenze tra i sostenitori di Laurent Gbagbo e quelli di Alassane Ouattara, i due uomini che si contendono la presidenza dopo lo scrutinio del 28 novembre (leggi l’articolo sul rischio di una guerra civile in Costa d’Avorio). Il capo dell’Operazione delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio (Onuci), Choï Young-jin, il 20 dicembre ha denunciato l’aumento di «azioni ostili da parte delle truppe del presidente Gbagbo».
ISOLATO IL QUARTIER GENERALE. In un comunicato, ha riferito del rafforzamento dei blocchi «sulla strada che dà accesso all’hotel Golf», quartier generale di Alassane Ouattara, impedendo così l’accesso ai veicoli dell’Onuci, «compresa un’ambulanza che trasportava personale medico». Choï Young-jin ha inoltre ricordato l’attacco subito da una pattuglia dell’Onuci nella notte tra il 17 e il 18, a cui hanno fatto seguito alcuni spari contro la sede di Abidjan. «Il 18 dicembre, le truppe di Gbagbo hanno iniziato a mandare dei giovani armati alle abitazioni del personale dell’Onu, per intimare di lasciare il Paese o per entrare ed effettuare delle perquisizioni con il pretesto di cercare delle armi. Queste visite hanno luogo soprattutto di notte», ha spiegato Choï Young-jin.
GBAGBO CONTRO L’ONU. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito  per prendere una decisione sulla situazione del Paese e sul rinnovo del mandato dei 10 mila caschi blu dell’Operazione delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio, mandato che scadrà il 31 dicembre e di cui Laurent Gbagbo ha preteso il ritiro lo scorso weekend, accusando i caschi blu di sostenere militarmente gli uomini di Ouattara.