Perché il costruttore Toto in Alitalia mette in imbarazzo il M5s

L'uomo che Di Maio accoglie in Alitalia è un nemico dei pentastellati. Che hanno chiesto la revoca delle sue concessioni autostradali. E il ministero di Toninelli ha chiesto al capo spiegazioni.

27 Aprile 2019 06.00
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I parlamentari grillini dell'Abruzzo hanno inondato di telefonate e messaggi il cellulare di Luigi Di Maio, titolare del dossier Alitalia, per chiedere conto della cosa. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, avrebbe stigmatizzato con il capo del partito l'operazione. Fatto sta che il ritorno della famiglia Toto in Alitalia sta mettendo in subbuglio i Cinquestelle. Anche perché in Abruzzo il gestore dell'A24 e dell'A25 è un nemico giurato dei pentastellati, che in più occasioni hanno chiesto la revoca delle concessioni delle due autostrade.

Il quotidiano la Repubblica ha riportato la notizia che la Renexia di Riccardo Toto, uno dei quattro figli del patron Carlo, è pronta a entrare nella cordata per rilanciare Alitalia con una fiche di 250 milioni, che dovrebbe portarlo a una quota del vettore del 30 per cento. Il doppio di quanto vuole investire Delta, che a quanto pare non gradirebbe il ritorno in campo degli ex proprietari di AirOne. Dal ministero dello Sviluppo smentiscono che ci sia stato un incontro tra Di Maio e Toto jr come scritto dal quotidiano romano, ma fanno intendere che la trattativa c'è, che l'imprenditore abruzzese si sarebbe presentato prima ai commissari del vettore e poi a Ferrovie con la sua offerta, che dovrebbe essere valutata il 30 aprile. Ma l'operazione spacca il movimento. Anche perché sono tanti i contenziosi aperti tra i Cinquestelle e il costruttore. Dall'inizio della legislatura i parlamentari pentastellati hanno portato a Roma i sindaci dei Paesi attraversati dalle tratte autostradali della sua gestione per congelare gli aumenti tariffari, con il risultato che a fine dello scorso dicembre la società Autostrade dei Parchi è stata costretta a bloccare gli annunciati aumenti del 19 per cento. Da mesi poi va avanti un tira e molla tra le parti per chi deve accollarsi i lavori di messa in sicurezza delle due autostrade dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo. Danilo Toninelli accompagnò le Iene in un sopralluogo sotto uno dei viadotti della Strada dei Parchi (A24 e A25) stigmatizzano lo stato di abbandono, mentre l'azienda lamenta che dei quasi 200 milioni stanziati nel decreto Genova in questa direzione soltanto una parte è arrivata a destinazione. Se non bastasse è in corso al ministero delle Infrastrutture è in corso una trattativa tra il ministro Toninelli e la famiglia Toto per riscrivere la concessione e, soprattutto, il piano economico, con l'esecutivo che accusa il costruttore di avere un margine del 60 per cento. Proprio dal ministero di Porta Pia raccontano che Toninelli avrebbe chiesto lumi a Di Maio dell'operazione, mentre dagli uffici del ministro restano «sorpresi, perché da quanto risulta a noi Toto non ha risorse per fare gli investimenti autostradali, figurarsi per comprare una quota di Alitalia».

Vige il silenzio tra i Cinquestelle locali, ma a microfoni spenti, un parlamentare abruzzese spiega: «Capisco che chiudere l'operazione Alitalia è prioritario per il governo, ma se il governo fa rientrare Toto nella compagnia è uno «sputtanamento». Abbiamo fatto tanto per non fare passare l'assunto che dietro un ingresso dei Benetton c'era uno scambio per salvare le concessioni in mano ad Atlantia. Con la famiglia Toto un rischio simile, a un mese e mezzo dalle elezioni, è decuplicato e non ce lo possiamo permettere». In quest'ottica però va letto con attenzione un post su Facebook di Giulia Lupo, parlamentare grillina ed ex assistente di volo di Alitalia. La quale, senza citare Toto, ha scritto: «Si vada avanti con Fs, Atlantia, Delta e Mef. Una delle compagini più solide che Alitalia possa mai riuscire ad avere. Una solidità che diventa base per il futuro. Il progetto di rilancio di Alitalia ha un respiro non solo da compagnia di bandiera, ma anche per l'intero settore».

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