L’ultimo saluto a Enzo Bearzot

Redazione
23/12/2010

Il feretro del commissario tecnico Enzo Bearzot è stato portato a spalla fuori dalla chiesa dai giocatori della nazionale italiana...

L’ultimo saluto a Enzo Bearzot

Il feretro del commissario tecnico Enzo Bearzot è stato portato a spalla fuori dalla chiesa dai giocatori della nazionale italiana vittoriosa nel Mondiale del 1982. Hanno salutato cocì il loro mister, deceduto martedì 21 dicembre all’età di 83 anni.
Alla cerimonia funebre, che si è tenuta nella parrocchia di Santa Maria al Paradiso nel quartiere Vigentino di Milano, era schierata quasi al completo la formazione che 28 anni fa vinse i mondiali di Spagna. Presenti, oltre al presidente della Figc Giancarlo Abete e a Cesare Maldini, Dino Zoff, Antonio Cabrini, Beppe Bergomi, Giampiero Marini, Fulvio Collovati, Franco Baresi, Gabriele Oriali, Marco Tardelli, Bruno Conti, Alessandro Altobelli e Paolo Rossi. Sono arrivati poi anche Giancarlo Antognoni, Francesco Graziani, Pietro Vierchwood.
Ma non c’erano solo i campioni del mondo, tante persone, tifosi e cittadini sono arrivati, nonostante la pioggia, per dare l’ultimo saluto all’allenatore.
Fuori dalla chiesa in tanti hanno lascaito corone di fiori, tra cui quella del settore tecnico della Figc, quella dell’Associazione italiana calciatori e, soprattutto, quella bianca, rossa e verde della squadra campione a Madrid listata, con un tricolore con una scritta dorata: «I tuoi ragazzi dell’82». A campeggiare all’interno della basilica, il gonfalone bianco della federazione con lo scudetto tricolore e le quattro stelle dei quattro mondiali vinti dalla nazionale nella sua lunga storia.
A dare l’ultimo saluto al ct, erano presenti accanto alla signora Luisa e ai familiari di Bearzot anche il responsabile delle competizioni Uefa Giorgio Marchetti, l’ex collaboratore di Bearzot Brighenti, Casarin, Braida e alcuni giornalisti sportivi affezionati a Bearzot. «Bearzot mi ha insegnato ad avere rispetto per gli avversari», ha commentato Beppe Bergomi, che ha parlato così del suo commissario tecnico, «Ricordo un mio gol all’Ascoli, l’ultimo di un 5-0. Fare gol per me non era facilissimo ed esultai in maniera un po’ esagerata. Bearzot , quando lo incontrai alcuni giorni dopo, mi ricordò che quella squadra stava retrocedendo e quindi che c’era modo e modo per esultare perché meritava rispetto. L’insegnamento dei suoi valori è stato fondamentale per me e per la mia carriera».