L’ultimo sms: «Papà, stiamo bruciando»

Redazione
19/12/2010

Sono stati un ristoratore, Giuseppe Gizzi, e i suoi dipendenti, a dare l’allarme per l’incendio che a Benevento ha ucciso...

L’ultimo sms: «Papà, stiamo bruciando»

Sono stati un ristoratore, Giuseppe Gizzi, e i suoi dipendenti, a dare l’allarme per l’incendio che a Benevento ha ucciso cinque persone, tra cui due gemellini di tre anni. Le scintille del camino lasciato acceso nella notte hanno fatto esplodere una bombola di gas. Poco dopo la mezzanotte, i camerieri hanno lasciato il locale e, costeggiando contrada Ariella, hanno visto uscire una densa colonna di fumo da casa Tammaro. Insospettiti sono tornati indietro e, appena compreso che sta montando un incendio, hanno allertato il datore di lavoro, Giuseppe, che afferrato il primo estintore del locale si è unito ai suoi ragazzi per prestare soccorso.
«Quando siamo arrivati, abbiamo visto Rocco sopra il tetto che cercava di raggiungere il balcone della camera da letto dove c’erano i figli, e urlava e dava calci contro un’inferriata» ha raccontato il ristoratore. «Mentre cercavamo di dare una mano, ma inutilmente perché l’estintore era inutile, ridicolo per quell’incendio, all’improvviso abbiamo sentito un boato. Era la bombola di gas che stava giù, a piano terra» ha aggiunto.  Rocco ha fatto in tempo solo a salvare suo padre, Simone, di 85 anni. Il figlio più grande ha fatto in tempo a mandargli un sms: «Papà, stiamo bruciando». Poi più nulla.
Le vittime del rogo sono Genoveffa Vitelli, di 44 anni, e i figli Simone Tammaro, di 26, Giovanni, di 24, e i gemellini Antonio e Carlo, di tre. È rimasto ferito ed è ricoverato in ospedale il marito della donna, Rocco Tammaro, di 51 anni, scampato alla morte gettandosi dalla finestra. Il padre di quest’ultimo, Simone Tammaro, 85 anni, è sotto choc ed è stato anch’egli portato presso l’ospedale Rummo di Benevento. Incolume grazie al figlio, che lo ha salvato con una scala issandosi fino a un balconcino di un casolare, è stato dimesso.
Rocco Tammaro è stato trasferito dal Pronto soccorso nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale Rummo di Benevento. L’uomo, le cui condizioni sono definite non preoccupanti, è profondamente provato e si è chiuso nel silenzio.
All’origine dell’incendio la decisione fatale di lasciare acceso il camino per riscaldare l’abitazione. Secondo i carabinieri, che hanno ricostruito la dinamica della tragedia, una scintilla partita dalla legna avrebbe innescato il rogo, raggiungendo vari oggetti e infine una bombola di gpl. Da qui lo scoppio devastante e, infine, il crollo della casa,
L’abitazione rurale distrutta si trova in una zona di campagna nella frazione Santa Maria, a Sud del centro abitato di Cusano Mutri. Il piccolo centro sannita conta poco più di 4 mila abitanti e si trova sul versante sud del Matese, al confine tra Campania e Molise