L’uomo vuole la sua parte

Gea Scancarello
14/10/2010

Il calendario Pirelli si apre alla bellezza maschile.

Se già eravate emozionate deponete pure l’entusiasmo. Un uomo c’è (e che uomo), ma vestito solo di tacchi a spillo: un inno all’ambiguità che spenge l’eros come calze smagliate il sabato notte.
La novità, comunque, resta: il calendario Pirelli (presentazione ufficiale il 30 novembre a Mosca), per gli amici The Cal, istituzione dell’erotismo femminile dal 1964, mette in scena per il 2011 anche la bellezza maschile, con il fascino un po’ slavato del modello corso Baptiste Giabiconi.
Karl Lagerfeld, autore degli scatti, lo ha scelto per interpretare un Giove di statuaria fisicità, circondato da stuoli di eterei fanciulli. E pazienza se non risponde all’assioma di Terry Richardson, porno-fotografo di grido incaricato dell’edizione 2010: «Se anche una sola persona si masturba guardando il calendario significa che ho fatto un buon lavoro».
Giabiconi, 21 anni da compiere, sognava di fare il pizzaiolo, ma è finito in passerella dopo essere stato adocchiato da Lagerfeld in una palestra di Marsiglia mentre menava fendenti. Il physique du rôle già ce l’aveva, l’attitudine a farsi guardare l’ha acquistata velocemente, e c’è da scommettere che saranno in molte ad andare a dormire con la linea di quei muscoli scolpita in testa. Per non soffrire degli impietosi paragoni con chi ci si sdraia al fianco, basta ricordarsi che l’angelico modello non appartiene al mondo reale: è arte parnassiana, il bello per il bello, niente di più e niente di meno.
È così, d’altra parte, che Lagerfeld pensa di non scontentare troppo i 20 mila fortunati destinatari del Cal, solitamente uomini, il cui immaginario si accende da 37 anni alla vista delle più belle donne al mondo, generosamente inclini all’obiettivo. Anche nel 2011, per dire, il bel Giabiconi si contende i riflettori con top model di grido (Isabeli Fontana, Heidi Mount, Lara Stone, Natasha Poly, Iris Strubegger, Elisa Sednaoui, Magdalena Frackowiak), oltre alla rossa che infiamma Hollywood, Julianne Moore.
E chi non tollera i sensi di colpa del voyeur può sempre riscattarsi sapendo che si tratta di cultura, visto che il Petit Palais di Parigi, dal 13 novembre, ospiterà una mostra dedicata a Cal. Mica roba da turgori qualsiasi.