M5s, nuovo appello di Di Maio: «Disponibili al confronto»

Redazione
11/03/2018

Domenica mattina. Nuovo, e chissà se ultimo, appello. Luigi Di Maio ha preso carta e penna (virtuali) ribadendo l'apertura del...

M5s, nuovo appello di Di Maio: «Disponibili al confronto»

Domenica mattina. Nuovo, e chissà se ultimo, appello. Luigi Di Maio ha preso carta e penna (virtuali) ribadendo l'apertura del M5S a «un confronto con tutti». Replicando ha fatto sue le parole del presidente della Cei Angelo Bassetti, citando anche Alcide De Gasperi. Anche l'11 il leader pentastellato ha continuato il suo percorso istituzionale che, nella strategia del Movimento, allargherebbe il sentiero che unisce il capo politico a Palazzo Chigi.

DI MAIO CITA DE GASPERI. Dal 12, tuttavia, qualcosa potrebbe cambiare in funzione di una giornata segnata con il segno X nel quartiere generale pentastellato: la giornata della Direzione Pd. «'Politica vuol dire realizzare' ed è a questo che tutte le forze politiche sono state chiamate dai cittadini con il voto», ha sottolineato Di Maio citando il fondatore della Dc, tra i padri fondatori di quell'Ue contro la quale, fino a non molto tempo fa, si scagliava il M5S. Ma questo, per Di Maio, è stato il momento di apparire responsabile e di non far intravedere, agli elettori pentastellati, la prospettiva di una vittoria di Pirro.

«Faremo tutto il possibile per rispettare il mandato che ci hanno affidato. Abbiamo bisogno di un governo al servizio della gente», ha scritto Di Maio accogliendo le parole della Cei. Un editoriale del direttore di Avvenire Marco Tarquinio infatti ha individuato «buoni motivi per tornare alle elezioni ma ottime ragioni per fare cose serie prima, con un governo di "tregua"». Con Tarquinio che ha chiamato Salvini, Di Maio e Renzi alla sfida di un «governo utile all'Italia». La realtà, tuttavia, suggerisce altro.

QUASI ACCORDO SULLA SCELTA DEI PRESIDENTI. Il Pd, che si conterà al Nazareno, appare a forte maggioranza contrarissimo ad un appoggio al M5S. E da lunedì in poi toccherà a Di Maio pesare vantaggi e svantaggi di un ritorno alle urne o di un asse con la Lega o con il centrodestra. Asse che sembra già a buon punto sulla presidenza delle Camere. In questa settimana i contatti a riguardo si infittiranno: lo schema secondo il quale il Senato vada al centrodestra e la Camera al M5S resta il più probabile, a meno di colpi di scena targati Pd, anche se Orfini ha detto che non ci saranno tentativi dei dem.

[mupvideo idp=”5748353890001″ vid=””]

Ma, nel M5S, regnano in queste ore silenzio e prudenza. «La maggioranza per la presidenza delle Camere non è automaticamente quella di governo», hanno ripetuto dal Movimento tenendo ancora aperto uno spiraglio al Pd. E provando a stanare i partiti sul Def che ad aprile approderà in Aula. L'idea è inserire nella risoluzione M5S alcune misure "elettorali" ma non drastiche: dal taglio agli sprechi secondo una parte del piano Cottarelli ad un focus sui settori ad alto moltiplicatore su cui concentrare politiche espansive fino ad aiuti alle famiglie e per far «ripartire la crescita demografica», come ha spiegato Di Maio.

AVANTI CON IL REDDITO DI CITTADINANZA. Il leader M5S, inoltre, ha rilanciato il reddito di cittadinanza facendo intendere che sulla misura difficilmente il M5S farà un passo indietro ma, altrettanto difficilmente, sarà messa nero su bianco nella risoluzione sul Def. Nel frattempo Marinella Pacifico, la neoeletta al Senato di Latina balzata alle cronache per alcune sue dichiarazioni free-vax e antisioniste è stata segnalata ai probiviri ed ora è a serio rischio sospensione. Perché in questi giorni i vertici non ammettono passi falsi. Nemmeno ai neoeletti.