M5s, Di Maio apre al dialogo e punge la Lega

Redazione
06/03/2018

Luigi Di Maio lo aveva previsto: «Dovranno passare da noi». E le elezioni – sottolineano i Cinque stelle – lo...

M5s, Di Maio apre al dialogo e punge la Lega

Luigi Di Maio lo aveva previsto: «Dovranno passare da noi». E le elezioni – sottolineano i Cinque stelle – lo hanno confermato. Nella 'quasi' tripartizione parlamentare, ritengono di essere centrali per la costituzione di una maggioranza che sia di governo. Per questo il leader M5s ora resta a guardare. Attacca la Lega («non siamo solo una forza territoriale come loro, il governo inevitabilmente sarà nostro», dice). E mette sul piatto i punti del suo programma, a partire da quelli già annunciati in campagna elettorale. Una rosa di temi che parte dagli aiuti alla famiglia, ai disoccupati e ai pensionati. In grado di poter aprire trattative sia a destra che a sinistra.

UN ASSIST DAGLI IMPRENDITORI. E sfruttando anche l'assist che in queste ore gli stanno servendo gli imprenditori, a partire da Sergio Marchionne, che non sembra per niente preoccupato da un ipotetico governo a Cinque stelle. «C'è un capo politico» che decide con chi avviare il dialogo, mette in guardia Beppe Grillo che si duole solamente del fatto che Matteo Renzi abbia annunciato il passo indietro: «Peccato, altrimenti il Pd poteva scendere al 10%». Per il resto Grillo sembra accettare di buon grado la tattica politica del leader politico.»La specie che sopravvive non è quella più forte ma quella che si adatta meglio. Quindi noi siamo un po' democristiani, un po' di destra, un po' di sinistra, un po' di centro… possiamo adattarci», afferma il garante che parla di evoluzione della specie in salsa partitica.

UNA PREFERENZA PER LA VIA A SINISTRA. Il Movimento in questa fase non farà passi falsi: «Come ribadito dallo stesso capo politico, il M5s è aperto al dialogo con tutte le forze politiche che saranno presenti in parlamento. Non c'è alcuna attenzione particolare verso una o l'altra forza. Il nostro programma contiene delle proposte specifiche, che siamo pronti a discutere con tutti», precisa in un comunicato. Perché tutti, al momento, sembrano fiutare l'esistenza di una preferenza al dialogo a sinistra. E la rapida in cui si è avvitato il Pd lascia spazio alle congetture che si saldano con l'analisi di quella che è la composizione della squadra di governo decisa dai Cinque stelle. Molto sembra guardare in quella direzione: ministri candidati che in alcuni casi arrivano da ambienti dem, ricette economiche di stampo keynesiano che a sinistra non dispiacciono. E il corteggiamento che già arriva da molti esponenti del centrosinistra, da Michele Emiliano che si preoccupa di evitare «la saldatura del Movimento con le destre, con l'astensionismo, e con la perdita di speranza» al piemontese Sergio Chiamparino che ricorda: «Dialogo con loro quotidianamente. Non c'è nessun tabù da sfatare».

LA LEGA PRONTA A TENDERE UNA MANO. Ma il corteggiamento arriva anche dal centrodestra. «M5s e Lega hanno vinto le elezioni e devono governare», mette in chiaro Roberto Maroni ed anche il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, apre alla possibilità di un governo composto dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle, che avrebbe una «maggioranza schiacciante e che potrebbe trovare più che un tema di convergenza» come l'abolizione del pareggio di bilancio. Borghi mette in guardia anche da erronee letture del messaggio del leader del Carroccio. «Attenzione, Salvini ha escluso un governo Lega-M5s. Ma centrodestra-M5s sarebbe tutta un'altra storia».

DI MAIO ASPETTA L'INCARICO. Con l'exploit di voti, con il pienone fatto in Sicilia (dove il M5s non ha neppure abbastanza candidati da far eleggere) e in Puglia, corteggiato da destra e da sinistra e dopo aver mandato il suo messaggio rassicurante ai mercati finanziari, dopo aver corteggiato le Pmi e dopo aver raccolto anche il via libera della grande industria, Di Maio guarda però al Colle. Per il momento non si registrano contatti di alcun genere ma quello che il Movimento ritiene a suo giudizio un diritto, e che si aspetta, è l'incarico a provare a formare un governo. Ma tempo al tempo: per ora il M5s si dedica all'accoglienza e alla formazione dei nuovi eletti. Venerdì sono tutti attesi a Roma per la prima assemblea "congiunta"

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