Il M5s inchioda Siri sul biometano nel contratto di governo

Il M5s inchioda Siri sul biometano nel contratto di governo

Secondo fonti grilline fu il sottosegretario indagato per corruzione a spingere per inserire il punto sull’eolico caro ad Arata. E sul Blog delle stelle compaiono quattro quesiti per invocarne le dimissioni.

23 Aprile 2019 11.11

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Un nuovo sviluppo sulla vicenda del sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri indagato per corruzione potrebbe acuire ancora di più le frizioni fra Lega e Movimento 5 stelle. Secondo fonti grilline ascoltate dall'agenzia Adnkronos infatti fu proprio il Carroccio a spingere per infilare il punto sul biometano nel contratto di governo. Ma intanto il vicepremier leghista ha esplicitamente blindato il suo uomo di fiducia rispondendo affermativamente a chi all'entrata del consiglio dei ministri gli ha chiesto se il sottosegretario resterà al suo posto.

Siri è accusato di aver ricevuto denaro per favorire l'erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Ad aver condizionato il contratto gialloverde e corrotto il sottosegretario sul tema sarebbe stato Paolo Arata, consigliere della Lega sul tema dell'energia, che per i magistrati era socio occulto del re dell'eolico Vito Nicastri, uomo di fiducia del boss mafioso Matteo Messina Denaro. Una accusa rispedita al mittente dalla Lega. Secondo fonti interne al Carroccio, nel programma elettorale dei cinque stelle, esattamente nel capitolo Fonti rinnovabili, si chiedeva una marcata crescita del settore eolico e di quello idroelettrico.

QUATTRO DOMANDE ALLA LEGA SUL BLOG DELLE STELLE

Sul Blog delle stelle, intanto, a rinfocolare il tutto sono apparse «quattro domande alla Lega sul caso Siri». Il post elenca quattro quesiti per «un chiarimento necessario e non più rimandabile». «Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata? Perché Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate dal M5s, per incentivare l'eolico? Perché Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte? Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri».

FONTI M5S: «SIRI E CENTINAIO INSISTEVANO»

I cinque stelle ricordano che «erano Siri e Centinaio a proporre con insistenza» quell'"emendamento": «Noi accettammo perché in piccoli impianti e ben canalizzati può andare, ma non sappiamo quali fossero i loro reali fini». Il passaggio finito nel contratto di governo recita così: «Verranno inoltre valutate sperimentazioni sul ciclo vita di impianti a biometano valutando i costi, l’inquinamento e i prodotti reflui».

SALVINI: «COLPEVOLE SOLO IN CASO DI CONDANNA»

Sulla vicenda è intervenuto ancora Matteo Salvini: «Io voglio solo che i colpevoli siano riconosciuti tali in fretta e gli innocenti lo stesso, spero che i tempi dei processi siano rapidi, che i giudici facciano bene e in fretta». La posizione su Siri resta garantista: «O è cambiato il diritto penale, o la Costituzione, oppure in Italia si è colpevoli in caso di processo e di condanna».

BONGIORNO: «FATTO GRAVISSIMO, MA SE VIENE ACCERTATO»

Per il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno «è un fatto gravissimo se un politico accetta denaro per prendere un emendamento e metterlo, il problema è "se", ossia se lo ha fatto. Se non ha sbagliato e lo stiamo massacrando credo che sia abbastanza grave».

LA DIFESA DI SIRI: «PRONTI A CHIARIRE NELLE SEDI COMPETENTI»

L'avvocato Fabio Pinelli, difensore del sottosegretario, ha commentato «Siamo pronti a chiarire, qualora fosse ritenuto necessario o anche solo opportuno, nelle rispettive sedi istituzionalmente competenti». E al legale ha fatto eco anche il vicepremier Salvini in arrivo al consiglio dei ministri: «Noi siamo assolutamente tranquilli, abbiamo piena fiducia nell'efficienza e nella rapidità della magistratura italiana. Detto questo, in uno Stato di diritto si è colpevole se si è condannati non se si finisce sui giornali»

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