Le trattative M5s-Pd partono dalla Gronda di Genova

Il Partito democratico del capoluogo ligure chiede che nei negoziati Zingaretti non transiga sul progetto: il ministro Toninelli assicura che si farà.

22 Agosto 2019 12.49
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«La Gronda si farà e grazie al lavoro istruttorio del Mit sarà realizzata nei termini in cui è davvero utile a Genova e a tutti i cittadini italiani. La Lega taccia e badi a recriminare contro se stessa, perché mandando all’aria il Governo del cambiamento, ha fatto harakiri e si è messa da sola fuori dai giochi. Ora sarà il M5s a condurre avanti da solo le tante riforme e gli interventi che servono a beneficio di tutto il Paese», ha detto in una nota il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli.

LE RICHIESTE DEL PD DI GENOVA

«Gli accordi politici si fanno nella chiarezza. Oppure non si fanno. Sono convinto che l’avvio dei lavori di realizzazione della Gronda autostradale di Ponente sia materia non negoziabile», aveva detto meno di un’ora prima il consigliere comunale del Pd a Genova Alessandro Terrile, chiedendo al segretario nazionale del Partito Democratico Nicola Zingaretti di inserire la costruzione della Gronda autostradale di Ponente tra i punti imprescindibili del possibile accordo di Governo con il M5s.

«I LAVORI DOVEVANO GIÀ PARTIRE»

«L’opera è stata da tempo progettata, ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, compresa la valutazione di impatto ambientale ed è interamente finanziata dal concessionario, o meglio dai pedaggi pagati dagli utenti. I lavori potevano già partire a gennaio scorso, e diversi cittadini e imprese sono già stati espropriati», ricorda Terrile, «modificare oggi il progetto significa ripartire da capo con il percorso autorizzativo, e quindi non fare nulla per almeno tre o quattro anni. Aggiungiamo che la stessa analisi costi benefici del Mit riconosce che fermare l’opera costerebbe ai contribuenti circa un miliardo di euro».

AUTOSTRADE PER L’ITALIA: «ERRORI MACROSCOPICI DEL MIT»

Intanto Autostrade per l’Italia è tornata a criticare il ministero guidato da Toninelli. L’analisi costi-benefici della Gronda «è caratterizzata da errori macroscopici, soluzioni tecniche irrealizzabili, valutazioni dei dati del tutto arbitrarie», ha affermato la società in una nota, aggiungendo che, «nonostante tale uso assolutamente non corretto dei parametri, su cui Aspi si riserva azioni legali a propria tutela, l’esito dell’analisi è positivo, confermando la netta prevalenza dei benefici sui costi dell’opera». Per Aspi l’unico effetto dell’analisi, se tenuta in considerazione, sarebbe di «ritardare ulteriormente la realizzazione dell’opera».

TOTI: «QUELLA DI TONINELLI È UNA PATACCA»

«Le cose da decidere in questo momento sono tantissime, come dimostra anche la vicenda della gronda che è stata bocciata con una ‘relazione patacca’ in zona Cesarini da un Toninelli in uscita», ha attaccato il presidente della Liguria, Giovanni Toti, a margine del Meeting di Rimini. La crisi di governo rallenta ricostruzione del ponte? «No, a Genova stiamo mantenendo tutte le promesse e ad aprile faremo passare le auto sul nuovo», ha poi aggiunto.

LA REPLICA DEL MIT

In serata sono arrivate le repliche del ministero: «Le dichiarazioni di Aspi sulla Gronda sono venate di toni inaccettabili da parte di chi dovrebbe innanzitutto ricordare quali sono i rispettivi ruoli: da una parte c’è lo Stato concedente e dall’altra un concessionario privato che gestisce pro tempore un asset pubblico. Già solo questo dovrebbe suggerire atteggiamenti ben diversi», hanno riferito fonti Mit. «Aspi dimentica, o vuole trascurare, il fatto che una delle componenti fondamentali» del suo scenario, il ponte Morandi, «non c’è più. Basterebbe questo a rendere indispensabile la revisione del suo progetto».

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