M5s, spuntano altri massoni tra i candidati

M5s, spuntano altri massoni tra i candidati

15 Febbraio 2018 17.26
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L'ombra dei massoni e dei "furbetti" del bonifico continua a offuscare la campagna elettorale di Luigi Di Maio. Il candidato premier M5s, dopo aver certificato che sono otto gli esponenti che hanno truccato le restituzioni, il 15 febbraio ha dovuto fronteggiare una duplice tempesta (leggi anche: Rimborsopoli M5s, Della Valle è volato in Marocco).

LA NUOVA INCHIESTA DE LE IENE. Dapprima la scoperta, tra i candidati esterni, di altri due appartenenti alla massoneria, dopo il caso di Catello Vitiello in Campania. Poi la nuova inchiesta de Le Iene, che ha aggiornato (aumentandolo) il computo di chi avrebbe tradito la regola sulle donazioni al Fondo per il microcredito: sarebbero in 14, non in otto, e la cifra sottratta sarebbe pari al doppio dei circa 800 mila euro denunciati da Di Maio dopo aver fatto i controlli. Inoltre, almeno due dei parlamentari "pizzicati", per non versare i soldi, avrebbero escogitato un sistema diverso da quello del pubblicare la ricevuta del bonifico sul sito M5S, salvo revocarlo entro le successive 24 ore.

IL CASO SARTI. Non sembra rientrare nel novero dei "traditori", invece, la deputata Giulia Sarti, che ha denunciato alla Questura di Rimini il suo ex fidanzato, Bogdan Tibusche, per averle sottratto circa 23 mila euro "saltando" quattro bonifici. «Ha detto che gli servivano per motivi di salute», ha spiegato Sarti nella sua denuncia, affermando di non sapere più come rintracciare il suo ex collaboratore.

Lo staff comunicazione del M5s ha replicato così alla seconda inchiesta de Le Iene: «Si precisa che la senatrice Lezzi ha già chiarito e per lei si è trattato di un errore materiale, mentre Massimiliano Bernini ha addirittura donato più di quanto dichiarato. Avevamo già spiegato che alcune mancate corrispondenze sono solo frutto di errori. Per chi dona, ad esempio, 200mila euro e poi risulta mancante di un versamento minimo, non può essere considerato dolo ma semplice errore».

LANDI SI DIFENDE. Ma per il M5s le falle sui controlli non si fermano qui. In Calabria e Toscana sono spuntati infatti altri due candidati che hanno legami con la massoneria. Piero Landi, che corre al collegio uninominale di Lucca, risulta iscritto alla loggia "Francesco Burlamacchi" ed è "in sonno" dal 5 febbraio. Ne ha dato notizia Il Foglio online: nome, cognome e data di nascita corrisponderebbero a quelli registrati negli elenchi del Grande Oriente d'Italia. Interpellato dal quotidiano, Landi ha smentito di aver mai fatto parte della loggia. Ma ha detto di aver fondato a Lucca un'associazione, 'Italia punto e a capo', dalla quale poi si sarebbe dimesso. In tale associazione, ha tuttavia aggiunto, ci sarebbero anche alcuni iscritti alla massoneria.

AZZERBONI ACCETTA L'ESCLUSIONE. A Reggio Calabria, invece, è spuntato il nome di Bruno Arbezzoni, appartenente al Grande Oriente d'Italia. Quest'ultima notizia è stata rivelata dallo stesso M5s. «Non ci hanno detto la verità, sono fuori e ci riserviamo di agire nelle sedi opportune al fine di farci risarcire eventuali danni di immagine», è il diktat dei vertici. «Accetto la decisione, ma già nel 2017 non frequentavo la massoneria e ho chiesto di uscirne da gennaio 2018, credevo il passato non contasse», si è difeso Arbezzoni.

LA STRADA INDICATA DA DI MAIO. Il risultato è che, tra caso-rimborsi, candidati massoni e la vicenda di Dessì, sono dieci i candidati che, in caso di elezione, dovrebbero rinunciare al seggio. «Possono chiedere alla Corte d'Appello di non accettare la proclamazione, anche se poi è la Corte che deve decidere», è l'ulteriore strada caldeggiata da Di Maio. Il capo politico, in ogni caso, si dice certo che gli attacchi del Pd sulla vicenda rimborsi avranno «un effetto boomerang». E da Rimini ribadisce un concetto: «Per un governo o si passa da noi o si torna a votare».

NUOVE NOMINE PER L'ASSOCIAZIONE ROUSSEAU. Dulcis in fundo, il rumoroso addio di David Borrelli ha prodotto un effetto immediato sull'Associazione Rousseau di cui era uno dei triunviri: Davide Casaleggio ha nominato nuovi soci (oltre a Massimo Bugani, che resta) Pietro Dettori – uomo di fiducia della Casaleggio e, almeno fino alla separazione del suo blog, anche di Beppe Grillo – ed Enrica Sabatini, giovane coordinatrice degli Opend Day Rousseau e "madrina" della kermesse di Pescara a gennaio. Due fedelissimi, insomma, con cui Casaleggio vuole ancor di più serrare i ranghi della piattaforma.

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