M5s, online il nuovo codice: «L'avviso di garanzia non implica gravità»

M5s, online il nuovo codice: «L’avviso di garanzia non implica gravità»

02 Gennaio 2017 10.35
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Anche il Movimento 5 stelle ha "scoperto" il garantismo, in una versione sui generis. D'ora in poi gli eletti pentastellati, quando riceveranno un avviso di garanzia, avranno l'obbligo di informare «immediatamente e senza indugio il gestore del sito», cioè l'Associazione Movimento 5 Stelle con sede a Genova, fondata da Beppe Grillo, dal nipote-avvocato Enrico Grillo e dal commercalista Enrico Maria Nadasi.

NIENTE OBBLIGO DI DIMISSIONI. Se i portavoce rispetteranno la regola, la ricezione dell'avviso di garanzia non comporterà di per sé «alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti» messi sotto inchiesta. Tradotto: nessuna sanzione automatica, niente obbligo di dare le dimissioni. La disposizione è prevista dal nuovo codice di comportamento del Movimento 5 stelle, che a partire dal 3 gennaio sarà sottoposto all'approvazione degli iscritti attraverso la Rete. Sul nuovo corso, che sposa a modo suo la presunzione d'innocenza adottata dal nostro Paese, pesano evidentemente l'arresto di Raffaele Marra a Roma, le alterne vicende di Federico Pizzarotti a Parma (assolto dall'accusa di abuso d'ufficio), il caso di Rosa Capuozzo a Quarto e quello di Filippo Nogarin a Livorno. Senza contare la possibilità che dalle verifiche in corso sulle nomine della Giunta capitolina arrivino altre tegole per la sindaca Virginia Raggi.

CON QUALE ASSOCIAZIONE COMUNICARE? A raccogliere le comunicazioni sugli avvisi di garanzia, a meno che con la parola «sito» non si intenda il Blog delle stelle gestito dall'Associazione Rousseau, dove sono presenti (tra gli altri) Davide Casaleggio, i fedelissimi Max Bugani e David Borrelli, più Pietro Dettori in qualità di responsabile editoriale, sarà proprio l'associazione fondata da Grillo e da suo nipote. Questa ipotesi è la più probabile, dal momento che gli eletti dovranno usare il link www.movimento5stelle.it/contattaci.php, dunque il sito movimento5stelle.it, di proprietà dell'Associazione Movimento 5 Stelle, per auto-denunciarsi.

GRILLO RESTA IL "GARANTE" SUPREMO. L'ultima parola spetterà, in ogni caso, all'ex comico e al Collegio dei Probiviri (composto da Nunzia Cataflo, Paola Carinelli e Riccardo Fraccaro), oppure al Comitato d'Appello (formato da Roberta Lombardi, Giancarlo Cancelleri e Vito Crimi). I quali, «in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del Movimento 5 stelle», valuteranno «la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale». I portavoce, quindi, restano sempre soggetti al giudizio di Grillo e del Collegio dei Probiviri. Possono fare ricorso al Comitato d’Appello contro eventuali sanzioni disciplinari. E «la condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine».

POTERE DISCREZIONALE SUI «REATI D'OPINIONE». In base alle nuove regole, la condanna penale di primo grado per reati commessi con dolo, salvo quelli d'opinione, sarà considerata automaticamente «grave e incompatibile con la permanenza di una carica elettiva». Lo stesso varrà in caso di patteggiamento o di estinzione del reato per prescrizione. Mentre sarà «sempre rimessa alla discrezionalità» di Grillo, del Collegio dei Probiviri o del Comitato d’Appello «la valutazione della gravità di fatti che configurano i reati d’opinione», ovvero di fatti «commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale».

LE REAZIONI SUL BLOG. Tra i primissimi commenti apparsi online in calce al codice, non mancano gli interventi polemici. Scrive per esempio l'utente Ian Solo: «Non ho capito se tale regolamento va applicato solo al 5s o anche agli altri partiti e politici, che sono chiaramente tutti dei ladri, farabutti, banditi, assassini, delinquenti, falsificatori di banconote. Ad esempio, il fatto che un avviso di garanzia "non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti", vale solo per i portavoce del 5s o anche per gli altri politici/portavoce/rappresentanti del popolo? Se io ora volessi dare del ladro e farabutto a un piddino, come mi devo comportare? Devo attendere che sia condannato in primo grado oppure posso dargli del ladro appena riceve l'avviso?».

FORMA E SOSTANZA. Si registrano anche reazioni positive: «La semplicità in queste cose lascia pochi dubbi e poco spazio alle "interpretazioni". Bene così. Domani voterò favorevolmente», afferma per esempio Sergio. Mentre Grg approva la sostanza ma critica la forma: «Condivisibile il principio e giusto avere questo codice, ma l'italiano e la punteggiatura sono da bocciatura. Date una risistemata oppure chiedete e lo risistemo io. Così è davvero inguardabile».

PIZZAROTTI: «NEL MOVIMENTO MOLTI YESMAN». Tagliente il commento di Federico Pizzarotti: «Oggi, a distanza di ben sei mesi, è arrivata la conferma di quanto ho sempre fatto notare. Chi tace, piega la testa e non sa formulare un benché minimo pensiero critico è solo uno yesman. E oggi continuo a vedere molti yesman, ma pochi politici con una loro coerenza e una loro autonomia». Il sindaco di Parma ha ricordato: «Quando il Movimento 5 stelle mi aveva sospeso illegittimamente mancava un regolamento sulle sospensioni e uno sul codice di comportamento. Nelle controdeduzioni che mi erano state chieste lo feci notare: impossibile e illegittimo sospendermi se mancano i regolamenti per farlo. Da parte dei vertici silenzio assoluto, lo stesso da parte del direttorio, ora rottamato senza neppure una spiegazione. Chi fa notare le incongruenze e i gravi errori di una forza politica non è un traditore, né un infiltrato, ma una persona che con onestà intellettuale dice le cose esattamente come stanno, proponendo giuste soluzioni e senza aver paura delle conseguenze di tenere la testa alta».

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