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Il piano Rai per smembrare Radio Radicale

Il piano Rai per smembrare Radio Radicale

La Lega ha messo sul piatto 3 milioni di euro, la metà di quanto serve. Il M5S ha respinto la proposta. E poi c'è la Rai che vorrebbe spezzettare l'emittente. Come può finire la vicenda.

29 Maggio 2019 16.40

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In viale Mazzini non sanno più che cosa inventarsi per non salvare Radio Radicale. L’ultimo paletto messo dai funzionari della Rai è di natura prettamente economica: sono disposti a spendere non più di 3 milioni di euro, quando l’emittente che fu di Marco Pannella ha bisogno di più del doppio per sopravvivere. Con la convenzione scaduta, sono giorni pesanti in via Principe Amedeo.

Il deputato Massimiliano Capitanio a sinistra, a fianco il ministro all’istruzione Marco Bussetti, il ministro dell’interno Matteo Salvini e il ministro della famiglia Lorenzo Fontana. Roma 6 dicembre 2018 ANSA/MASSIMO PERCOSSI

LA SOLUZIONE LEGHISTA RESPINTA DAI CINQUE STELLE

In Parlamento il fronte trasversale che mette assieme Lega, Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Leu e le altre frattaglie della sinistra aveva trovato il modo per prendere tempo: cioè approvare in Senato nello Sblocca Cantieri l’emendamento del leghista Massimiliano Capitanio – proroga della convenzione fino al prossimo 31 dicembre, una dota da quasi 3 milioni di euro e obbligo di mettere a gara la trasmissione delle sedute parlamentati – bocciato alla Camera nel decreto legge Crescita. Ma nella riunione dei capigruppo del 28 maggio il grillino Stefano Patuelli ha respinto l’ipotesi, lasciando interdetta la presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati. La quale non ha chiuso la porta.

L’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini durante la presentazione del piano industriale 2019-2021, Roma 20 maggio 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

IDEA RAI: SMEMBRARE LA RADIO E FARNE UN SERVICE DEL SERVIZIO PUBBLICO

Ma la vera partita si gioca sull’asse viale Mazzini-via Principe Eugenio. L’ad Fabrizio Salini ha già fatto sapere alla prima linea della Rai, che – volenti o nolenti – il salvataggio va fatto. Così la tv di Stato avrebbe delineato un’operazione che prevederebbe uno spin off di Radio Radicale in due società separate: in una scatola resterebbe l’attuale emittente, in un’altra nascerebbe un soggetto che – curando la trasmissione delle dirette istituzionali, gestendo l’immenso archivio e avendo in pancia le frequenze – potrebbe fornire servizi a Radio Gr Parlamento.

L’OFFERTA A RIBASSO: UN TENTATIVO DI SFILARSI?

Non è stata ancora formalizzata una proposta al segretario radicale, Maurizio Turco, ma viale Mazzini avrebbe anche deciso di investire non più di 3 milioni di euro. Una cifra troppo bassa, se si pensa che l’emittente, tra stipendi e costi di gestione, spende ogni anno tra gli 8 e i 9 milioni di euro. Tanto che nei palazzi della politica c’è chi vede dietro quest’offerta al ribasso un tentativo di sfilarsi.

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