Peppino Caldarola

Rimborsopoli non affosserà il M5s, Pd e sinistra si sveglino

Rimborsopoli non affosserà il M5s, Pd e sinistra si sveglino

16 Febbraio 2018 09.28
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Incrociare la lettura dei dati dei sondaggi con le buffe cronache sulla mancata restituzione degli emolumenti parlamentari da parte di una decina di grillini e, infine, con il racconto dell'assemblea nel Leccese in cui D'Alema cerca di convincere elettori arrabbiati a non votare il Movimento 5 Stelle, aiuta a capire questo passaggio della storia d'Italia. Si comprende, infatti, subito che il voto ai 5 stelle, malgrado le loro magagne e la loro manifesta incapacità, resta agli occhi di tanti cittadini l'unica risorsa per protestare. Nella cronaca sulla giornata dalemiana fatta dal collega Tommaso Ciriaco viene fuori come sia stata impresa quasi impossibile schiodare dalla voglia di contestare tutto qualche decina di elettori giustamente arrabbiati.

IL CASO RIMBORSI INTERESSA SOLO AI GIORNALISTI. Si capisce così come il caso dei mancati rimborsi sia una cosa che ha interesse solo giornalistico. Ho letto sul Fatto una intervista al senatore Buccarella, piccolo avvocato leccese, con cui feci un dibattito qualche giorno dopo la sua elezione al parlamento in cui si mostrò sicuro di tutte le sciocchezze del suo partito. Oggi confessa, con vera o falsa ingenuità, come le sue convinzioni più profonde fossero sbagliate, ad esempio quella di poter vivere con poco a Roma e di poter far coincidere l'attività parlamentare con le spese fisse di un piccolo studio legale. Sono un gruppo di poveracci che ha preso il treno dei 5 stelle sperando di sistemarsi anche se molti di loro sono animati, come i loro elettori, di un sacrosanto furore anti-politico. Dico "sacrosanto" perché quello che la politica mostra in queste settimane fa veramente schifo.

Infine, la cronaca su D'Alema restuisce nella sua drammaticità il fallimento del Pd ma anche di una gran parte della sinistra. Quanti italiani sono stati lasciati soli in questi anni dal partito liquido? Si pensava di recuperare la rabbia solo con apparizioni televisive? Non voglio fare l'elogio di D'Alema, ma la situazione è come mostra il suo cronista: per bucare la bolla elettorale dei 5 stelle bisogna andare fra la loro gente, come bisogna andare nelle periferie romane per togliere terreno a Casa Pound o Forza Nuova. La colpa di Renzi e di tutti i suoi precedessori, molto meno di Bersani, è stata l'idea che per fare un partito bastasse chiamare così una congrega di affiliati e mettere su, nel caso di Renzi, un gruppo di potere aggressivo e vendicativo.

LA SINISTRA HA PERSO LA VIS PUGNANDI. Errore di tutta la sinistra è l'aver perso di vista l'obbligo di farsi opposizione di sistema anche dal governo. Berlusconi è riuscito a fare entrambe le cose. La sinistra, definendosi di governo e incoraggiata dal Quirinale, ha bevuto bevande amare poi fatte trangugiare dagli italiani. È passata l'idea che le riforme devono essere impopolari. Ai tempi del primo centrosinistra si pensava il contrario. I 5 stelle sono, quindi, tuttora una realtà incastonata nel vissuto di tantissimi concittadini, solo le forze politiche che rivelassero una vis pugnandi potrebbero scalzarli, altro che il governo di solidarietà nazionale sottoscritto da gente da cui non compreresti un'auto usata. I 5 stelle possono crollare solo se i loro elettori, guardando Di Maio e compagni, si convinceranno che sono tutte "creature" a cui non si può dare in mano una cosa preziosa. Parlo dell'Italia.

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