Le cose da sapere sulla riorganizzazione del M5s

Di Maio annuncia la creazione di un team di 12 persone. Elette sulla piattaforma Rousseau. E a capo di altrettante aree. Il mandato? Tre anni e incompatibile con ruoli di governo.

16 Luglio 2019 15.47
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Una squadra da 12 persone elette sulla piattaforma Rousseau e un mandato di tre anni, con il “recall” dopo un anno e mezzo. Luigi Di Maio, in un post sul blog, ha presentato il 16 luglio la riorganizzazione nazionale del M5s. Ciascun membro si occuperà di un settore, dall’ambiente alla giustizia, dagli esteri all’economia, e avrà il compito «di progettare, organizzare il futuro del M5s nei prossimi 10 e 20 anni». L’organizzazione, chiamata “team del Futuro“, sarà fatta «da facilitatori» e non da «decisori», ha chiarito il leader cinque stelle.

I TEAM DI CINQUE ESPERTI E TRE PORTAVOCE

Il “team del Futuro” sarà composto da persone esterne al Movimento ed esperte delle materia che si candidano a gestire e da esponenti interni. Il responsabile di ciascuna area sarà giudicato in base al progetto che proporrà. E «dovrà avere un team alle spalle: cinque esperti della materia, che l’abbiano portata avanti negli anni, nella loro carriera, e tre portavoce, uno regionale, uno nazionale e uno comunale». «Chi potrà ambire a questi ruoli?», ha detto Di Maio. «Se sei un portavoce non puoi avere ruoli di governo o doppi ruoli». Le materie che saranno assegnate a ciascuno dei 12 membri sono: ambiente; economia; giustizia e affari istituzionali; imprese; agricoltura; lavoro e famiglia; sanità; innovazione; scuola; sicurezza; trasporti e infrastrutture; esteri.

“MANDATO ZERO” PER I CONSIGLIERI COMUNALI

Nei giorni scorsi, il leader pentastellato aveva anche anticipato novità su due temi cruciali del Movimento: il “mandato zero” per i consiglieri comunali e l’alleanza con le liste civiche. Secondo Di Maio, «le nuove regole del M5s che stiamo discutendo in queste ore consentiranno (al Movimento, ndr) di poter partecipare alle Regionali non più come unica lista contro delle ammucchiate di liste». «Se i nostri iscritti, nelle prossime settimane, consentiranno a me come capo politico di avviare delle sperimentazioni di coalizioni con le liste civiche», ha detto Di Maio, «allora chissà che l’Emilia-Romagna non possa essere un’occasione per metterci insieme come movimento a movimenti civici, non partiti, a comitati, ad associazioni, realtà civiche che insieme a noi vogliono garantire la ‘terza via’ per il nostro Paese».

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