Appendino silura il vicesindaco Montanari e chiede al M5s pieno sostegno

Dopo le frasi sul Salone dell'auto, la prima cittadina di Torino ha revocato le deleghe al suo numero due. Ma tra i grillini dissidenti resta il malumore. La prova del nove del consiglio comunale.

15 Luglio 2019 12.27
Like me!

Cercare di uscire dalla crisi, portando a termine il mandato – che scade nella primavera del 2021 – e imprimendo una svolta per l’ultimo periodo a Palazzo Civico. La strategia della sindaca di Torino Chiara Appendino dopo tre giorni di silenzio e di «valutazioni politiche», seguite all’abbandono della città da parte degli organizzatori delSalone dell’Auto – sembra semplice. Per metterla in atto la sindaca ha deciso di sollevare Guido Montanari dal suo ruolo di vicesindaco e gli ha revocato le deleghe che aveva in capo, tra cui quella a dir poco cruciale dell’Urbanistica. «La decisione», ha scritto la stessa Appendino sui social, «segue le frasi pronunciate sul Salone dell’Auto che non hanno visto smentita. Una scelta non facile dal punto di vista umano, ma che ho ritenuto necessaria nell’interesse della Città e della sua immagine».

LE FRASI DELLA DISCORDIA TRA APPENDINO E IL VICE

«Fosse stato per me, il Salone dell’auto al parco Valentino non ci sarebbe mai stato. Anzi, nell’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori», sono le affermazioni di Montanari che hanno reso Appendino “furiosa”. Parole travisate, secondo il vicesindaco: «Ho sempre ritenuto che il Salone dell’auto sia una ricchezza della città e che si possa fare al Parco del Valentino con una mediazione tra esigenze degli organizzatori e fruizione del parco. Questa mia posizione è stata travisata per giustificare evidentemente scelte già assunte».

MONTANARI NON SI DIMETTE

La sindaca, ha chiosato Montanari, «mi ha chiesto le deleghe e il ruolo di vicesindaco per dare un segnale di cambio della sua amministrazione. Io ho risposto che non ho nessun motivo di dimettermi. Revocare le deleghe è un suo potere, valuteranno i consiglieri e il resto della giunta». E ha aggiunto: «Colgo un orientamento legato ai vecchi poteri forti della città».

CHIEDO UN «MANDATO PIENO» E UNA «PROVA DI MATURITÀ»

«Al Prof. Guido Montanari va il ringraziamento per il lavoro svolto in questi tre anni», ha aggiunto Appendino che il 15 luglio ha annunciato «comunicazioni importanti» per il consiglio comunale. E infatti ai consiglieri riuniti nella Sala rossa ha detto: «Non sono disposta in alcun modo ad andare avanti col freno a mano tirato». «Se il male minore dovesse essere la fine anticipata di questa amministrazione, così sarà», ha detto la sindaca, annunciando l’intenzione di chiedere all’Aula un “mandato pieno”. «Non intendo accettare battute d’arresto e compromessi al ribasso e su questo vincolerò il mandato», aggiunge chiedendo alla maggioranza pentastellata una «prova di maturità». «Una perdurante situazione di stallo procurerebbe alla città danni che non può permettersi», ha aggiunto.

RESTA LA TENSIONE COI DISSIDENTI

Non è detto però che la via scelta riesca a far uscire dalle turbolenze e riportare compattezza nella maggioranza M5s dove si agitano anime diverse e diversi modi di vivere l’impostazione politica del Movimento. Resta il malumore tra i grillini ‘dissidenti’ che vorrebbero un maggior coinvolgimento nelle decisioni. E le opposizioni, che hanno chiesto all’unisono le dimissioni della prima cittadina e l’azzeramento della giunta, sono sul piede di guerra, spalleggiate all’esterno da associazioni di categoria e imprenditori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *