La legge della Lega per la difesa del Made in Italy

14 Marzo 2019 11.39
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Una proposta di legge della Lega presentata a Montecitorio dal segretario Matteo Salvini, il capogruppo Molinari e Barbara Santamartini propone di istituire un albo al Ministero dello sviluppo economico dei marchi storici del made in Italy e vietare che la produzione per questi brand possa essere delocalizzata all'estero. «Vogliamo difendere con le unghie e con i denti e con leggi di buon senso le aziende italiane e i marchi storici: vuoi fare il cioccolato in Turchia? Allora metti Made in Turchia sui tuoi prodotti, senza usare il marchio italiano. Questa sarà una grande battaglia che faremo dopo il 26 maggio» ha affermato il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in una conferenza stampa a Montecitorio, presentando una pdl della Lega a difesa dei marchi storici italiani. La proposta di legge arriva dopo il caso Pernigotti che, tuttavia, non ha delocalizzato la produzione in Turchia, ma in un altro stabilimento italiano, chiudendo la fabbrica storica.

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I DIRITTI SUL MARCHIO DECADONO SE CHIUDE LO STABILIMENTO PRINCIPALE

La proposta di legge è articolata in soli sei articoli e definisce come "marchi storici" quelli di aziende «la cui domanda di registrazione sia stata depositata da più di 50 anni» e che siano considerati eccellenze storiche collegate a specifici luoghi di produzione. Spetta quindi al Mise compilare e conservare l'albo di quelle realtà che «a partire dal loro insediamento, si siano sviluppate in uno specifico sito di produzione italiano raggiungendo l’eccellenza nel proprio settore». Una volta individuati i marchi, viene prevista l'impossibilità del loro utilizzo da parte di compratori che decidessero di delocalizzare. «I diritti sui marchi iscritti nell’elenco dei marchi storici nazionali di alto valore territoriale, di cui all’articolo 3, decadono se il titolare del marchio cessa la produzione nel territorio del comune in cui lo stabilimento produttivo principale era situato alla data di registrazione del marchio» spiega la proposta di legge. Tuttavia non è impedita l'apertura di nuovi stabilimenti in nuovi territori, purché sia tutelato quello principale.

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