Mal di bomber

Redazione
14/10/2010

di Dario Mazzocchi Dopo la sosta per gli impegni della Nazionale, ultrà permettendo, si rimette in moto la macchina della...

Mal di bomber

di Dario Mazzocchi

Dopo la sosta per gli impegni della Nazionale, ultrà permettendo, si rimette in moto la macchina della serie A che tra sabato 16 e domenica 17 scenderà in campo per il settimo turno. E gli occhi sono puntati sui grandi assenti di questo inizio di stagione: i bomber, gli uomini dai piedi fatati che dovrebbero essere la minaccia delle difese avversarie.
I grandi nomi, al centro delle voci di mercato durante l’estate, sono a secco e con loro faticano a ingranare i club dove militano, ritrovandosi in alcuni casi relegati agli ultimi posti in classifica.

Er Pupone non purga più

Uno tra tutti: Francesco Totti. Ormai è diventato presenza fissa in tv grazie agli spot con la moglie Ilary e manca da tempo nel tabellino dei marcatori. Tra una bega e l’altra con l’allenatore della “sua” Roma, Claudio Ranieri, il capitano dei giallorossi ha giocato cinque partite senza timbrare il cartellino.
E subendo la beffa di essere sostituito lo scorso 25 settembre contro l’Inter al 31’ del secondo tempo per far spazio a Mirko Vucinic, l’autore della rete allo scadere che ha regalato ai romanisti la vittoria sui campioni d’Italia.
Perché quando non gira, non c’è verso di rimettere in riga le cose. E la Roma langue al penultimo posto, con 5 punti.

Totò, moscio come la sua Udinese

Peggio ha fatto solo l’Udinese di Francesco Guidolin: quattro sconfitte di fila, prima di scuotersi con un pareggio contro la Sampdoria e la vittoria sul Cesena.
In un scenario del genere, spicca il trend di Antonio Di Natale, capocannoniere dello scorso anno con 29 reti. Adesso è fermo ad una, quella contro il Bologna che non è servita a granché, visto che i friulani sono usciti sconfitti dallo stadio “Dall’Ara”.

Il Pazzo e Gila a secco di gol

Volti sospesi nel limbo, espressioni che la raccontano lunga e una sbuffata dietro l’altra perché quel maledetto pallone non ha proprio voglia di superare la linea della porta.
Prendiamo la Sampdoria di Mimmo Di Carlo: un anno fa con la guida Del Neri, dopo sei giornate era davanti a tutte grazie a cinque vittorie, compreso l’1-0 ai danni dell’Inter di Mourinho. Un avvio abbondante di gol, ben 11.
I blucerchiati quest’anno sono fermi a sette e se è vero che nel conteggio compaiono i tre firmati da Antonio Cassano, d’altra parte mancano quelli di Giampaolo Pazzini, prolifico solo in Europa, che grazie all’intesa con il genio di Bari Vecchia prenotò un biglietto per la disgraziata spedizione degli Azzurri ai Mondiali sudafricani. Al “Marassi” si augurano la coppia torni a flirtare come prima.
Altro bomber in crisi è Alberto Gilardino. Due gol in sei apparizioni e una Fiorentina che viene contestata dai tifosi: anche per i viola ci sono solo cinque punti in classifica ed una sola vittoria all’attivo, il 2-0 con il Parma alla quinta giornata.

I fantasmi olandesi di Dinho

Ma è ai piani alti che la cosa si fa interessante. Perché se è vero che l’interista Diego Milito non sta brillando, a causa anche di alcuni guai fisici che lo hanno bloccato anche questa settimana, sulla sponda rossonero di Milano qualcuno, forse, si mangia le mani.
Infatti mentre Ronaldinhodeve fare i conti con alcune incomprensioni tattiche con mister Allegri e non ha ancora visto la porta, sembra essere in piena forma l’ex Klaas-Jan Huntelaar, il 27enne attaccante olandese ceduto ai tedeschi dello Shalke 04 dove fa reparto con lo spagnolo Raul: cinque presenze e quattro gol.
Manco a farlo apposta, martedì con l’Olanda ha battuto 4-1 la Svezia di Ibrahimovic, firmando una doppietta: con la nazionale maggiore ha collezionato 40 presenze e si è levato la soddisfazione del gol 24 volte. Alla sua quota un certo Marco Van Basten ci è arrivato solo dopo 58 partite.
Sembra una storia già vista. Stagione ‘97/’98, al Milan arriva dall’Ajax Patrick Kluivert che in 27 apparizioni segnò solo sei volte. L’anno dopo viene ceduto al Barcellona dove rimarrà fino al 2004. Pur non trasformandosi in un eroe della patria catalana, al suo attivo nella Liga con gli spagnoli ha 89 reti in 181 partite.