Nubifragio a Pescara: le strade diventano fiumi

Redazione

Nubifragio a Pescara: le strade diventano fiumi

Venti fino a 150 km orari hanno battuto la costa dalle Marche fino a Venezia. Stabilimenti balneari devastati. Alberi abbattuti. Città in tilt e ospedale bloccato.

10 Luglio 2019 08.54
Like me!

Prima la grandine, poi il nubifragio. Pescara è stata messa in ginocchio dalla forte ondata di maltempo che si è abbattuta sul Centro Italia. Oltre all’Abruzzo, tra le regioni più colpite ci sono anche le Marche e l’Emilia Romagna.

Bagnanti e turisti sono fuggiti dalle spiagge e abbandonato i centri storici delle città d’arte alla ricerca di un riparo dagli agenti atmosferici avversi. Completamente diverso invece lo scenario alla Plaia di Catania, in Sicilia, dove i bagnanti sono stati bloccati sulla spiaggia da violentissimi incendi.

LEGGI ANCHE: Perché l’Italia è sempre più esposta a eventi climatici estremi

A PESCARA STRADE COME FIUMI

Proprio nella città di Pescara un violento acquazzone ha ridotte le strade a fiumi in più punti del capoluogo adriatico. Tra le zone più colpite il centro con l’acqua che è arrivata sino a 10 centimetri di profondità. In tilt i centralini dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale chiamati a un lavoro straordinario a causa dell’emergenza meteo.

IL SINDACO: «CITTÁ IMPRATICABILE»

Per gestire l’emergenza è stato arrivato il Centro operativo comunale (Coc). Il sindaco, Carlo Masci, ha parlato di un fenomeno straordinario, «una pioggia così intensa preceduta da una grandinata violentissima. La città», ha aggiunto, «è impraticabile. Vigili e operai sono tutti in strada, ma non sono sufficienti a gestire l’emergenza. Ho già contattato la Regione per ottenere la richiesta di risarcimento danni».

BLOCCATO ANCHE L’OSPEDALE, STOP AGLI INTERVENTI

Situazione critica anche all’ospedale. L’acqua ha invaso il piano terra e ha costretto allo stop delle sale operatorie. Sono in corso verifiche sugli ascensori per valutare se è possibile gestire le urgenze. Completamente allagati i seminterrati. Fuori uso le cucine, la farmacia e i parcheggi. Nel parcheggio dipendenti l’acqua ha raggiunto i due metri: decine le auto distrutte. Alcune persone sono riuscite a mettersi in salvo dai veicoli trascinati dall’acqua.

TROMBA D’ARIA A MILANO MARITTIMA

Nella tarda mattinata di mercoledì 10 luglio 2019 il maltempo ha creato diversi danni e disagi anche in Emilia Romagna. La zona più colpita è stata quella di Milano Marittima, frazione balneare del comune di Cervia, dove una tromba d’aria ha provocato, oltre che consueti allagamenti, anche la caduta di diversi alberi lungo le vie cittadine.

TEMPESTA AD ANCONA

Una tempesta di acqua e grandine si è abbattuta su Ancona. Molte strade del centro sono allagate, come dei corsi d’acqua in piena, mentre la città è spazzata da violente raffiche di vento. Pioggia e vento si sono abbattute anche in altre zone delle Marche, a cominciare da Pesaro. Un uomo colpito da un fulmine è morto a Osimo, in provincia di Ancona, durante la tempesta. Decine le persone soccorse dai sanitari del capoluogo marchigiano per incidenti stradali, cadute da moto e alberi che si sono abbattuti a causa del maltempo.

Negli stabilimenti balneari sono volati ombrelloni e suppellettili di ogni sorta, mentre dai terrazzi dei palazzi. Sulla superstrada Ascoli mare un albero è stato scaraventato dal vento lungo l’asse viario ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per rimuoverlo dalla carreggiata.

ALMENO 800 INTERVENTI IN TUTTA LA COSTA

Sono 800 alle 18 del 10 luglio gli interventi connessi al maltempo che hanno interessando diverse province della costa adriatica, circa 500 nella sola regione Marche, particolarmente colpita la provincia di Ancona. Impegnati 330 vigili del fuoco dall’inizio dell’emergenza, potenziato il dispositivo di soccorso. Interventi nel ravennate, a Cervia per una violenta tromba d’aria, a Milano Marittima per lo sradicamento di alberi d’alto fusto che hanno coinvolto autoveicoli in sosta. In Abruzzo gli interventi sono stati almeno 60 con i Vigili del fuoco impegnati nella rimozione di vetri rotti, coperture danneggiate, alberi pericolanti.

A TARANTO IL VENTO ABBATTE UNA GRU ARCELORMITTAL, UN DISPERSO

A Taranto, a causa delle forti raffiche di vento, una gru operante sul quarto sporgente dello stabilimento ArcelorMittal Italia (ex Ilva) è stata abbattuta precipitando in mare. Lo ha reso noto la stessa azienda che ha fatto sapere che una persona risulta dispersa e che sono stati immediatamente attivati i soccorsi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *