Il caso dei bimbi maltrattati alla scuola dell'infanzia di Cassino

Il caso dei bimbi maltrattati alla scuola dell’infanzia di Cassino

10 Gennaio 2019 12.55
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Due giorni dopo gli strattonamenti, i colpi in testa e gli insulti nell'asilo di Roma, è emerso un altro caso di maltrattamenti in una scuola dell'infanzia. Questa volta a Cassino (Frosinone), dove la polizia ha eseguito un'ordinanza di misure cautelari emessa dal gip del tribunale nei confronti di due maestre, di 54 e 63 anni, per maltrattamenti continuati nei confronti di bambini. Nei loro confronti è scattata la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio di insegnante.

MINACCE VERBALI AI BIMBI: «TI FACCIO CADERE TUTTI I DENTI»

La polizia ha cominciato a indagare dopo il racconto dei genitori di un bimbo. Gli accertamenti hanno fatto emergere elementi ritenuti di «rilevante gravità». Le due maestre avrebbero avuto, quasi quotidianamente, comportamenti violenti, spintonando, strattonando, trascinando con forza gli alunni e, in alcuni casi, percuotendoli con schiaffi alla testa e costringendoli anche a rimanere con il capo riverso sul banco. Punizioni umilianti e pericolose, come è emerso dalle indagini, per la loro incolumità. Ci sarebbero state anche minacce verbali come «ti faccio cadere tutti i denti».

RONZULLI DI FORZA ITALIA: «SUBITO LA VIDEOSORVEGLIANZA»

Sulla vicenda è intervenuta la senatrice Licia Ronzulli (Forza Italia), presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza: «Ormai le notizie di maltrattamenti negli asili ai danni dei bambini sono quotidiane. Basta! A nemmeno 48 ore di distanza dall'episodio di Ariccia, un altro caso nella scuola d'infanzia di Cassino. È un'emergenza sociale a tutti gli effetti. Si approvi subito il disegno di legge sulla videosorveglianza in discussione al Senato, ma si renda obbligatorio, e non facoltativo, l'uso delle telecamere a circuito chiuso». Secondo Ronzulli «per garantire l'efficacia reale di questa legge e fornire un serio strumento di protezione ai minori e anche ai disabili e anziani ospitati in strutture socio-sanitarie la videosorveglianza deve essere obbligatoria, non a discrezione delle singole strutture. Tutte le persone più indifese devono essere tutelate, non possiamo accettare che alcune lo siano e altre no».

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