Manchester, è caccia ai complici: cosa sappiamo sulle indagini

Manchester, è caccia ai complici: cosa sappiamo sulle indagini

24 Maggio 2017 14.58
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Non avrebbe agito da solo Salman Abedi, il 22enne inglese di origini libiche responsabile della strage alla Manchester Arena del 22 maggio. Ne sono sempre più certi gli inquirenti britannici, che hanno ammesso di essere al lavoro per identificare un «network» terrorista. Parola di Ian Hopkins, il capo della polizia di Manchester, che ha così risposto alla domanda di un giornalista che gli chiedeva della «caccia» delle forze dell'ordine al costruttore della bomba utilizzata per l'attentato. Il 28 maggio le autorità hanno diffudo le prime immagini di Adebi riprese da una telecamera di sicurezza la notte dell'attentato. Si vede l'attentatore con indossa scarpe da ginnastica, jeans e giacca scura con alle spalle uno zaino.

1. Abedi avrebbe costruito la bomba da solo

Sembra dunque scemare col passare delle ore la pista del lupo solitario, malgrado in un primo momento le indagini avessero ipotizzato il coinvolgimento del solo Abedi, che avrebbe perso la vita facendo saltare in aria la bomba. Qualche ora dopo l'attacco le autorità sembravano essere indirizzate alla ricerca di un artificiere che avrebbe realizzato l'ordigno. Il 25 maggio però Sky News ha riportato la notizia Abedi avrebbe realizzato l'ordino da solo. Le stesse fonti che hanno parlato con Sky News hanno spiegato che il giovane britannico potrebbe aver ricevuto istruzioni su come realizzarla da altri. Gli arresti successivi all'attacco sono stati definiti «importanti» ma parte della cellula che ha sostenuto Abedi non sarebbe stata ancora sgominata.

UN ANNO DI PREPARATIVI. Secondo fonti investigative sentite dal Times, l'attentatore si preparava ad agire da almeno «un anno». Abedi avrebbe creato mesi fa un fondo bancario inattivo, da utilizzare per acquistare il materiale necessario a confezionare l'ordigno della strage. La polizia avrebbe anche individuato un appartamento a Londra utilizzato per l'assemblaggio dell'ordigno.

ALLA RICERCA DI UNA VALIGIA BLU. Nel proseguo delle indagini la polizia di Manchester ha diramato un avviso spiegando che è alla ricerca di una grossa valigia blu appartenuta all'attentatore dell'arena. Le autorità hanno anche diffuso un'immagine ripresa delle telecamere a circuito chiuso nel centro della città inglese in cui si vede l'attentatore che gira con l'ingombrante trolley, poche ore prima di colpire al concerto. Gli agenti stanno cercando di rintracciare la valigia perfino all'interno di una discarica fuori Manchester. Non dovrebbe contenere, stando alla polizia, nulla di pericoloso ma chi la trovasse deve usare la massima attenzione e avvertire le autorità

2. 14 arrestati tra cui il padre e il fratello che progrettava un attentato

Altri arresti, nel frattempo, sono stati compiuti dalla polizia: 14 persone in tutto sono state fermate per i presunti legami con Abedi. L'ultimo in ordine di tempo è stato un 23enne intercettato il 29 maggio nel sud dell'Inghilterra, a centinaia di chilometri da Manchester, nella cittadina costiera di Shoreham-by-Sea. Nella serata del 24 maggio la stessa sorte è toccata al padre e al fratello di Abedi, Ramadan e Hashem, presi in consegna a Tripoli. Un altro fratello, Ismail, era già stato catturato a Manchester. In totale tutti i fermati sono uomini residenti nell'area della Grande Manchester. Nel complesso gli arrestati sono stati dieci, secondo i dati della polizia citati dal Guardian, ma due, una donna e un ragazzo di 16 anni, sono stati poi «rilasciati senza accuse». In detenzione rimangono tre uomini ultratrentenni, quattro ventenni e un giovane di 18 anni, sospettati a vario titolo di complicità con Abedi.

IL FRATELLO PREPARAVA ATTENTATO CONTRO KOBLER. Per il Sunday Telegraph Hasham Abedi, il fratello minore dell'attentatore di Manchester Salman Abedi, faceva parte di una cellula terroristica che progettava di uccidere in un attentato l'inviato dell'Onu in Libia, il tedesco Martin Kobler. Fonti del quotidiano britannico hanno cofermato che il 20enne era una «figura significativa» all'interno del gruppo jihadista. I terroristi stavano ultimando un ordigno esplosivo col quale colpire il convoglio di Kobler all'inizio dell'anno a Tripoli ma le forze di sicurezza libiche hanno sventato il complotto.

3. Le fughe di notizie dall'intelligence Usa fanno infuriare Londra

La polizia di Manchester ha interrotto con gli Usa la comunicazione delle informazioni sull'attentato dopo la pubblicazione dei 'leak' sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. «Chiarirò al presidente Trump che le informazioni di intelligence condivise tra le nostre autorità devono restare al sicuro», ha detto la premier britannica Theresa May prima di partire alla volta di Bruxelles per il summit della Nato. Secondo il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer il presidete Trump si è detto «molto indignato e adirato» per la fuga di notizie legate ai fatti di Manchester.

4. Hashem sapeva dell'attentato e aveva giurato fedeltà al Califfo

Lo stesso Hashem, tre anni più giovane di Salman, ha ammesso di essere stato a conoscenza dei preparativi della strage. E subito dopo l'arresto ha confermato che sia lui che Salman avevano giurato fedeltà all'Isis. Non solo: a detta dei media libici, il fratello del killer di Manchester era a sua volta pronto a colpire a Tripoli. Fonti della comunità libica di Manchester hanno detto all'Ansa che probabilmente Abedi si è radicalizzato in Libia e non in Gran Bretagna.

5. «Stesso esplosivo usato a Parigi e Bruxelles»

Sarebbe stato usato l'esplosivo Tapt, lo stesso delle stragi di Parigi e Bruxelles. Lo afferma il deputato statunitense Mike McCaul, che presiede l'House Homeland Security Committee americano. «Non abbiamo a che fare con un lupo solitario, c'è un network di terroristi ispirati dall'Isis».

6. Salman era appena tornato dalla Libia ed era passato da Germania e Turchia

Dalle indagini è emerso come Abedi fosse rientrato di recente dal Paese africano dove si trovavano i familiari Lo ha rivelato al Times un suo amico dell'università di Salford, ateneo in cui anche l'attentatore risultava iscritto: «Era andato in Libia tre settimane fa ed era tornato da pochi giorni», ha detto l'uomo. Secondo l'intelligence di Berlino, Abedi era passato da Dusseldorf quattro giorni prima dell'attacco. Il quotidiano Der Tagesspiegel ha spiegato che Abedi è arrivato in Germania dalla Libia via Praga. Fonti della sicurezza turche hanno confermato che l'uomo è transitato dall'aeroporto Ataturk di Istanbul il 18 maggio. I media turchi non hanno però precisato se Abedi si trovasse in Turchia o abbia solo fatto scalo nella metropoli sul Bosforo. Istanbul è uno scalo intermedio verso molte destinazioni per i viaggiatori in arrivo dalla Libia.

7. La difesa dei genitori: «Non siamo estremisti»

Una circostanza, quella del viaggio nel Paese nord-africano, confermata anche dal padre, che, prima dell'arresto, da Tripoli si era fatto vivo al telefono con l'Associated press per scagionare il figlio: «Non c'entra niente con l'attentato, ho parlato con lui cinque giorni fa ed era normalissimo. Voleva fare un viaggio in Arabia Saudita. E poi non siamo estremisti, non uccidiamo innocenti».

8. Per i media arabi la famiglia sarebbe vicina ad al Qaeda

Il sito della tivù emiratina Sky News Arabiya, citando proprie fonti e documenti dell'epoca di Muhammar Gheddafi, ha tuttavia smentito il padre del kamikaze di Manchester, etichettandolo come un elemento vicino ad al Qaeda. Secondo le informazioni in possesso dell'emittente, Abu Ismail Abedi, questo il nome dell'uomo, sarebbe stato «un componente del Libyan Fighting Group», organizzazione islamica armata per lungo tempo legata ad al Qaeda.

9. Il killer noto anche alle autorità americane

L'attentatore era noto non soltanto alle autorità britanniche, ma anche a quelle statunitensi, stando alla Nnc che cita diverse fonti ufficiali americane. Le stesse fonti confermano che Abedi aveva viaggiato fuori dal Regno Unito e vi era recentemente rientrato.«Una situazione simile a quella dei fratelli di Boston. Dovremmo saperne di più sui suoi spostamenti«, ha detto una fonte. Un'altra: «Sapevamo che era andato un po' sopra le righe ed era partito, ma era rientrato alcuni giorni fa. Non abbiamo informazioni nel mezzo».

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