Manchester, strage al concerto: cosa sappiamo

Manchester, strage al concerto: cosa sappiamo

24 Maggio 2017 11.34
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Terrore in Gran Bretagna. Nella Manchester Arena, alla fine del concerto di Ariana Grande, una violenta esplosione ha causato il 22 maggio almeno 22 morti e 64 feriti, di cui 20 in gravi condizioni (leggi anche: Manchester, la culla del jihadismo britannico). Ad agire è stato un kamikaze: il suo nome è Salman Abedi, 22 anni, nato a Manchester da genitori libici, fuggiti dal regime di Gheddafi. Nel primo pomeriggio del 23 maggio l'Isis ha rivendicato l'attacco e il livello di allerta terrorismo in Gran Bretagna è stato innalzato da grave a critico, che equivale all'aspettativa di un attentato imminente. Il 24 maggio, inoltre, è scattata l'Operation Temperer. Quattro persone sono state arrestate in relazione alla strage, tra cui Ismail Abedi, fratello di Salman. Ecco cosa sappiamo finora.

1. Le vittime: almeno 22 morti e 64 feriti

Secondo la polizia il bilancio provvisorio è di 22 morti e 64 feriti, di cui 20 in gravi condizioni. Tutte le vittime sono state identificate e le famiglie coinvolte sono state contattate. La prima a essere identificata è stata una 18enne, Georgina Bethany Callander. La più giovane è una bambina di 8 anni, Saffie Rose Roussos, di Leyland. Almeno 12 ragazzini gravemente feriti sono stati ricoverati in ospedale. Hanno tutti meno di 16 anni.

TERRORE E FUGGI FUGGI GENERALE. Immagini registrate da testimoni oculari hanno mostrato scene di terrore, con urla seguite dal fuggi fuggi generale. Pochi minuti dopo le notizie iniziali, la Greater Manchester Police ha diffuso un primo messaggio, invitando la gente a stare lontano dalla zona. Intanto la stazione della metropolitana di Victoria, la più vicina all'arena, veniva chiusa, con l'interruzione del servizio di trasporto.

Facebook ha attivato per le persone che erano nella zona colpita dall'attentato il suo Safety Check, la funzione per comunicare ai propri amici che non si è rimasti colpiti dall'esplosione. I tassisti della città hanno offerto corse gratis per tutta la notte per chi doveva tornare a casa o cercava parenti o amici coinvolti nell'attentato. Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano ha spiegato che «è stata attivata l'unità di crisi della Farnesina» che al momento non risultano italiani coinvolti.

2. Il luogo della strage: colpita un'arena da 21 mila posti

Alle 22.30 ora locale, un boato ha scatenato il panico tra gli spettatori. La struttura, la più grande arena indoor d'Europa con una capienza di oltre 21 mila posti, era affollata soprattutto di giovani e giovanissimi. In un primo momento si è parlato di due o più deflagrazioni, poi ne è stata confermata una sola, individuata nella zona del foyer, non lontano dalle biglietterie, subito fuori dall'area degli spalti. La bomba è stata imbottita di chiodi.

Diversi testimoni hanno raccontato di aver visto fumo e di aver avvertito un odore acre, di esplosivo. E reparti di artificieri sono in effetti arrivati rapidamente sul posto, per condurre almeno un paio di detonazioni controllate di oggetti sospetti. L'indagine, stando alla Bbc, è stata affidata alla North West Counter Terrorism Unit. Ma rinforzi dell'antiterrorismo di Scotland Yard sono stati inviati da Londra già nella notte.

3. L'attentatore: cittadino britannico di origine libica

ll capo della polizia Ian Hopkins, citato dalla Bbc, ha detto che l'uomo che ha attaccato la Manchester Arena «è morto sul posto dopo aver attivato l'esplosivo». Si chiamava Salman Abedi, aveva 22 anni ed era noto ai servizi di sicurezza per i suoi rapporti con Raphael Hostey, 24 anni, anche lui di Manchester. Hostey è un reclutatore di combattenti, da mandare in Siria per conto dell'Isis. Salman Abedi era cittadino britannico ed era figlio di rifugiati libici. Secondo fonti del Times «era partito per la Libia tre settimane fa ed era tornato di recente, da qualche giorno». Potrebbe quindi aver preparato l'attacco di lunedì sotto la guida jihadista. Secondo il ministero dell'Interno, inoltre, «sembra probabile che non abbia agito da solo».

ARRESTATO IL FRATELLO DEL KAMIKAZE. In connessione con l'attentato di Manchester sono stati compiuti in tutto quattro arresti. Tra le persone fermate c'è anche il fratello di Salman, Ismail Abedi, 23 anni. Ha lavorato come esperto informatico presso il Manchester Islamic Centre, della moschea di Didsbury, che era frequentata da tutta la famiglia.

L'AVVERTIMENTO DEI FAMILIARI. Secondo un funzionario dell'intelligence degli Stati Uniti, citato dalla Nbc News, proprio la famiglia dell'attentatore avrebbe avvertito in passato le autorità britanniche sulla pericolosità del giovane Salman. La bomba utilizzata, inoltre, sarebbe «complessa» e realizzata con materiali difficili da reperire nel Regno Unito.

L'ISIS HA RIVENDICATO L'ATTACCO. Come ha riportato dal sito specializzato in intelligence e terrorismo Site diversi account filo-isis hanno celebrato l'attacco alla Manchester Arena inneggiando al Califfato sui social network. Nel pomeriggio del 23 maggio, attraverso la propria agenzia Amaq, l'Isis ha rivendicato l'attacco della sera prima. Nel messaggio si spiega che la bomba era un ordigno rudimentale mentre non viene menzionato il nome dell'autore. Tra le righe l'Isis afferma che l'ordigno «è stato piazzato da un soldato del Califfato».

4. I falsi allarmi: paura in un centro commerciale

In tarda mattinata un forte boato è stato avvertito nelle vicinanze dell'Arndale shopping centre. Il centro commerciale è stato immediatamente evacuato, gli artificieri sono in azione e la polizia avrebbe arrestato un uomo. Dopo un controllo delle forze dell'ordine l'allarme è rientrato. E il centro commerciale è stato lentamente riaperto. In mattinata un altro allarme era scattato nella Victoria coach station. La stazione e le vie limitrofe erano state evacuate mentre gli artificieri controllavano la stazione per poi far rientrare l'allarme.

5. Il Chelsea ha cancellato la parata della vittoria

Dopo la strage di Manchester, il Chelsea ha annunciato di aver cancellato la parata della vittoria prevista a Londra, per il trionfo in Premier League. La squadra di Antonio Conte rinuncia così a festeggiare, in segno di rispetto per le vittime e in considerazione della massima allerta terrorismo scattata nel Regno Unito. La festa era in programma per domenica 28 maggio.

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