Manette preventive

Redazione
19/12/2010

«Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile. Mi riferisco a...

Manette preventive

«Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile. Mi riferisco a quel giorno del 1978 in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo (fra gli arrestati c’era anche Toni Negri ndr), accusato di essere il capo delle Brigate rosse. Qui serve una vasta e decisa azione preventiva».  
Lo dice il  capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri parlando degli scontri dei giorni scorsi a Roma. E aggiunge «Si sa chi c’è dietro la violenza scoppiata a Roma. Tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all’Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza. Chi protesta in modo pacifico e democratico va diviso dai vasti gruppi di violenti criminali che costellano l’area della sinistra. Solo un deciso intervento può difendere l’Italia».
Ma le parole di Gasparri non trovano sponde all’interno del governo. «Non credo proprio che invochi leggi speciali» dice Ignazio La Russa, ministro  della Difesa «Bastano le leggi che ci sono, basta solo farle rispettare».
Unico sostegno da parte di Fabrizio Cicchitto: «Si tratta di vedere se è possibile evitare che mercoledì le cose si ripetano, magari in peggio. Evidentemente senza ledere la libertà di manifestazione ma neanche senza lasciare il via libera ai violenti organizzati». E ha aggiunto: «Ricordiamo che a Firenze qualche anno fa era ministro degli Interni Pisanu: nei fatti l’azione preventiva fu portata avanti d’intesa fra le forze dell’ordine il comune e i sindacati e passò sotto il nome di monitoraggio preventivo».
Il presidente del Senato, Renato Schifani, condannando ogni forma di protesta violenta, preferisce lanciare un appello agli studenti. «Mi auguro» ha detto Schifani, parlando a margine del concerto di Natale a Palazzo Madama «che le proteste, se ci saranno, si svolgano in piena democrazia, nel rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti. Quando invece la protesta diventa violenza, come quella cui abbiamo assistito giorni fa, ogni forza politica e ogni istituzione deve deprecare senza se e senza ma ogni gesto che vada al di là della normalità democratica».
Quanto all’approvazione definitiva del ddl Gelmini, con voto entro mercoledì 22 dicembre a Palazzo Madama, Schifani prevede «giorni difficili, quelli che vivremo al Senato ma sono convinto che all’interno dell’aula vi sarà grande senso di responsabilità se pur nel rispetto delle dialettiche. Mi auguro che altrettanto facciano i giovani che andranno a protestare: ne hanno diritto, ma lo facciano con compostezza e nel rispetto delle regole».

Per Saviano è follia autoritaria

Dura la reazione del Pd:  «È un irresponsabile che gioca con il fuoco. A fronte di un malessere sociale che necessiterebbe risposte politiche, la destra sa offrire assurde ricette poliziesche» afferma Andrea Orlando, responsabile giustizia dei democratici.
«La proposta di Gasparri, a parte il trascurabile fatto che è contraria alla nostra Costituzione come il “garantista” (per Dell’Utri e Cosentino) Gasparri dovrebbe sapere, avrà come effetto qello di far diventare agli occhi di un’intera generazione degli eroi, vittime della repressione, gli esponenti delle frange violente. Noi riteniamo che la polizia e la magistratura abbiano gli strumenti e le professionalità per fronteggiare i pericolosi fenomeni di violenza, che la politica e le forze sociali devono saper isolare senza l’esigenza di mettere in campo rigurgiti di stampo fascista». E per Saviano è «solo follia autoritaria»
Non ha usato mezzi termini il  presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: «Gasparri fascista era e fascista è rimasto». «L’arresto preventivo è annuncio di fascismo» rincara la dose Nichi Vendola «Gasparri all’età di questi ragazzini aveva l’attitudine alla violenza teppistica. Questo parlamento non può salire in cattedra contro la violenza. Il movimento, ascolti invece a quello che dice Roberto Saviano». Attacca anche l’Idv: «Gasparri è un pericoloso provocatore» afferma Massimo Donadi.
Sulla stessa linea Antonio Di Pietro: «Gli arresti preventivi sono le misure tipiche del Ventennio». Dura la replica del senatore pdl: «Vendola è solito dire sciocchezze per protagonismo e difende i violenti per le sue contiguità e la sua storia politica. Sono sempre stato contro ogni violenza e proprio per questo dico che chi protesta pacificamente va ascoltato, chi lo fa con violenza va arrestato». 

Gli studenti si organizzano per il 22 dicembre 

Nel pieno della polemica gli studenti annunciano una nuova manifestazione per mercoledì 22 dicembre, quando in senato sarà votato il ddl Gelmini sulla riforma delle università. «Quel che è successo il 14 non ci ha fermato» dice l’Unione degli studenti. «Il nostro obiettivo saranno i palazzi del potere, la zona rossa. Sarà un assedio».
E aggiunge: «È tutto ancora in discussione» aggiungono gli esponenti di Link Collettivo. «Lunedì 20 in serata  forse si saprà qualcosa sulle modalità che abbiamo scelto per manifestare. Riguardo una possibile “trattativa” con la questura di Roma, non ci risulta che qualcuno di noi la stia facendo. Non abbiamo ancora deciso dove andare, quindi non ha ragione di esserci alcuna trattativa».
Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno «bisogna convincere gli studenti a fare un percorso autorizzato che abbia un obiettivo diverso dalle sedi istituzionali perché altrimenti la situazione potrebbe ricreare tensioni.