Renato Stanco

Manfredi, core di Alemanno

Manfredi, core di Alemanno

01 Ottobre 2012 17.50
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In fondo, per uno che rischia di essere travolto da uno scandalo battezzato Parentopoli, ovvero le
assunzioni facili di amanti, mogli e amiche all’Atac,
l’azienda del trasposto pubblico di Roma, e dalle inchieste che
coinvolgono gli amici più cari, le ‘ragazzate’ del
figlio rischiano di essere il male minore. Sì, d’accordo,
trattandosi del sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, c’è
un problema di opportunità e di correttezza, ma in fondo non si
può sempre far ricadere sui padri gli errori dei figli.
Questa volta, però, è il combinato disposto a creare una sorta
di corto circuito del quale si vede l’inizio, ma non la
fine.
IL SALUTO ROMANO DI MANFREDI ALEMANNO. Partiamo
dai fatti allora. Nel giorno in cui il Campidoglio è tutto proteso a ricordare Shlomo
Venezia
, l’ultimo sopravvissuto ad Auschwitz, scomparso
all’età di 88 anni, ecco saltar fuori le foto delle vacanze
del figlio di Alemanno in cui il giovane Manfredi Alemanno posa
con gli amici facendo il saluto romano. Gesto
inequivocabile, che non lascia margine al dubbio.
INCHIODATO DALLE FOTO SU INTERNET. Ed ecco qua
il corto circuito. Da una parte il padre che si duole per la
scomparsa di Shlomo Venezia, che «lascia un vuoto e un grande
dolore»: «Shlomo è stato uno dei pochissimi sopravvissuti
nel mondo ai terrificanti Sonderkommando: un’esperienza
tremenda, annichilente per l’essere umano». Dall’altra le
foto del figlio, pubblicate sul web che
lo ritraggono mentre fa il saluto romano insieme con un gruppo di
amici durante le sue vacanze estive a Mykonos.
Nel mezzo c’è il dolore per la perdita della memoria storica
dell’Olocausto, di colui che ha accompagnato gli studenti
romani nei viaggi nei campi di concentramento e la polemica
politica per un gesto stupido, per un braccio usato male.

Scatti pubblicati (e poi spubblicati) sulla sua pagina di
Facebook

Il problema, quello vero, è che Manfredi, 17enne rampollo
capitolino figlio di Alemanno e di Isabella Rauti, consigliere
regionale del Lazio e grande sostenitrice dell’ex
governatrice della Regione Renata Polverini, ha scelto il modo
sbagliato per condividere i suoi momenti in vacanza, pubblicando
le foto su Facebook.
Dopo un’estate tra la California, stessa destinazione del
padre, Mykonos e la Costa Azzurra, il figlio del titolare del
Campidoglio ha pubblicato sul social network alcuni scatti in
pose non propriamente politically correct.
In particolare, due sono le foto pubblicate (e poi fatte sparire)
che hanno messo in imbarazzo lo staff del sindaco: una su un
balcone, l’altra vicino a un camion (con la scritta Mykonos), e
in entrambe le foto Manfredi è immortalato in un inequivocabile
saluto romano.
MILITANZA NEL GRUPPO DI ESTREMA DESTRA. Alcuni
dei suoi amici di vacanza sono ragazzi che, con lui, militano nel
Blocco studentesco, la formazione giovanile di estrema destra
vicina a Casa Pound, il movimento fondato da Gianluca Iannone.
Che, sul giovane Alemanno, ha puntato molto. Con risultati
discreti: nel 2011 è stato eletto dagli allievi della sua scuola
nella consulta provinciale degli studenti.
E visto che la politica sembra essere nel Dna del giovane
Alemanno, a giudicare anche dalle manifestazioni che il
«fascista del terzo Millennio» (Iannone dixit) ha
già organizzato. L’ultima contro le regole troppo severe
imposte dal rettore del Convitto.
VITTIMA E AUTORE DI PESTAGGI A ROMA. A Manfredi
è stato suggerito, in più di una occasione, di fare attenzione
al materiale pubblicato su Facebook, dove il ragazzo è molto
attivo (ha oltre 2.500 amici). Niente da fare.
La stessa cosa, più o meno, è avvenuta con la sua
‘carriera’ politica. Manfredi, infatti, era stato
coinvolto in una brutta storia di aggressioni, finita
regolarmente sui giornali.
In precedenza era stato lui a essere vittima di un pestaggio.
«Mio figlio sta bene, non si è fatto nulla», disse a
fatti avvenuti il padre, «purtroppo c’è un problema di bande
giovanili a Roma come nelle altre metropoli».
Manfredi era rimasto vittima di un’aggressione da parte di
cinque ragazzi originari di Capo Verde. Insomma, non proprio un
ragazzo modello. 

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