La manifestazione a Montecitorio contro la fiducia al Conte bis

Cori fascisti e saluti romani al sit in organizzato da Fratelli d'Italia davanti alla Camera. In piazza anche Salvini e Toti.

09 Settembre 2019 10.48
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Decine di bandiere tricolori e un grande striscione con la scritta “Ladri di sovranità” in piazza Montecitorio a Roma, per la manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia e a cui ha aderito la Lega contro la fiducia al nuovo governo Conte. Nelle foto dal centro della capitale spuntano anche diversi saluti romani e si sono sentiti cori inneggianti al duce da parte di alcuni militanti.

Presenti anche vertici di Forza Nuova, tra cui il leader Roberto Fiore.

Sul palco si sono alternati alcuni parlamentari e i manifestanti hanno urlato ‘Elezioni, elezioni’. Un boato di dissenso quando è stata citata la fiducia che il premier Conte chiede alla Camera.

PRESENTI ANCHE SALVINI E TOTI

In piazza anche Matteo Salvini e il governatore Giovanni Toti, leader di Cambiamo. «Un saluto ai poltronari chiusi nel palazzo, continuiamo a chiedere onore e dignità», ha detto il leader della Lega salutando i manifestanti in piazza, «in piazza c’è un pezzo di Italia che penso sia maggioranza nel Paese che chiede di votare. Oggi è plastica la divisione tra il Palazzo chiuso e l’Italia in piazza. Se i signori là dentro proveranno a cambiare quota 100 e tornare alla legge Fornero non li lasceremo uscire da quel Palazzo, ci staranno giorno e notte, Natale e ferragosto».

Due maxischermi sono stati sistemati nelle vicine piazza Capranica e al Pantheon, con il traffico in parte bloccato in via del Corso per l’accesso al Pantheon. I manifestanti sono stati chiamati a raccolta dalla leader di Fdi Giorgia Meloni per protestare contro il nuovo governo.

MELONI: «LA CRISI ANDAVA APERTA DOPO LE EUROPEE»

«Troppo facile dire che Salvini ha sbagliato ad aprire la crisi, è come fare gli allenatori a fine partita, per me la crisi andava aperta all’indomani delle elezioni europee»: è quanto ha detto Meloni intervistata a 24 Mattino in onda su Radio 24. «Piuttosto», ha proseguito, «io non ho capito moltissimo l’aver aperto la crisi e poi chiedere a Di Maio di fare il premier, dicendo che ha lavorato bene. Secondo me Di Maio ha lavorato pessimamente, al Mise ci sono circa 280 tavoli di crisi industriali aperti e Di Maio non ne ha risolto neanche uno sul piano industriale, è stato un pessimo ministro dello sviluppo economico e del lavoro».

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