Com’è andata la manifestazione dei sindacati Ue e Bruxelles

Oltre 8 mila persone, iscritte a circa 20 sigle sindacali europee, hanno marciato per le vie della capitale belga per chiedere un'Unione più solidale e attenta ai lavoratori dopo il voto di maggio.

26 Aprile 2019 16.02
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I sindacati europei, con Cgil, Cisl e Uil in prima fila, si sono mobilitati per chiedere un'Unione «più equa», capace di promuovere la crescita, garantire i diritti di tutti i lavoratori e dare un futuro al progetto europeo riavvicinandolo alle esigenze dei cittadini.

OTTOMILA PERSONE PER LE VIE DI BRUXELLES

A domandare una svolta nelle politiche sociali dell'Ue che uscirà dalle urne a fine maggio, secondo i dati forniti dagli organizzatori della manifestazione (la Confederazione europea dei sindacati- Ces), sono state ottomila persone in rappresentanza di 20 sigle che il 26 aprile hanno marciato lungo le strade di Bruxelles dalla sede del parlamento europeo a quella della Commissione Ue.

VISENTINI: «SERVE UN NUOVO MODELLO SOCIALE»

La manifestazione è stata definita «un grande successo» da Luca Visentini, segretario generale della Confederazione a cui fanno capo circa 45 milioni di lavoratori. «Vogliamo rilanciare il modello sociale europeo e reagire a questa deriva antidemocratica di estrema destra che purtroppo stiamo vedendo in moltissimi Paesi europei, Italia compresa», ha aggiunto sottolineando che l'appello è stato lanciato non solo ai candidati alle prossime elezioni europee, ma anche «ai lavoratori in quanto cittadini ed elettori, che devono andare a votare per costruire un'Europa diversa. Queste elezioni sono le più importanti di sempre».

PRESETI 500 RAPPRESENTANTI DEI SINDACATI ITALIANI

Presenti alla marcia anche 500 rappresentanti italiani di Cgil, Cisl e Uil. «Abbiamo deciso di partecipare a questa importante manifestazione perché il nostro Paese ha bisogno di un'Europa migliore, più attenta ai valori democratici e alle istanze del sociale e del mondo del lavoro. Chiediamo che siano rivitalizzati e rilanciati i principi originari dell'Unione, quelli che i nostri padri scolpirono nel manifesto di Ventotene. Solo così si potrà finalmente uscire dalla crisi e puntare allo sviluppo, tutti insieme», ha detto il segretario generale aggiunto Uil, Pierpaolo Bombardieri.

UNA MANIFESTAZIONE PER COMBATTERE IL DUMPING SALARIALE

«L'Europa politica, sociale e contrattuale è oggi l'unico sbocco per orientare in senso progressivo le grandi transizioni in atto e garantire alle persone che lavorano dignità, tutele e diritti» ha insistito Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, intervenuto dal palco a nome delle tre sigle italiane. «Solo in una dimensione realmente comunitaria possiamo fronteggiare il dumping salariale che si affaccia nel villaggio globale», ha continuato, «innalzare politiche sociali, innovazione e produttività, incrementando tutele dei lavoratori, opportunità delle nuove generazioni e qualità della vita di chi è in pensione». Sulla stessa linea anche Gianna Fracassi, vice segretaria generale Cgil: «Bisogna cambiare le politiche europee, favorendo il lavoro ed evitando il dumping. Il pilastro sociale è importante ma non basta, servono misure che lo sostengano. Noi chiediamo che diventi parte delle politiche effettive della prossima Commissione», ha concluso.

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