Le manifestazioni in favore di Israele e Palestina sono «a rischio escalation violente»

Redazione
27/10/2023

Inviata una circolare ai questori in cui si invita a decidere con cura i luoghi e le autorizzazioni, oltre a predisporre «servizi mirati ad evitare e contrastare sul nascere azioni, anche solo dimostrative, che per visibilità e diffusione mediatica potrebbero determinare serie ricadute sull'ordine pubblico».

Le manifestazioni in favore di Israele e Palestina sono «a rischio escalation violente»

Il Dipartimento della pubblica sicurezza ha inviato alle questure di tutta Italia una circolare sull’ordine pubblico, con riferimento ai cortei pro Israele o Palestina. Nel documento, i questori vengono invitati a procede a «un attento vaglio dei preavvisi relativi a pubbliche manifestazioni organizzate in segno di solidarietà a sostegno della popolazione palestinese ovvero dello stato israeliano». Questo perché le iniziative «ancora più quelle non formalmente preavvisate, potrebbero infatti costituire l’occasione per innescare pericolose situazioni di tensione, con il rischio di escalation violente tanto tra gli appartenenti a comunità direttamente riconducibili al teatro di crisi quanto tra i sostenitori delle stesse».

La raccomandazione: «Evitare lo svolgimento o il passaggio in luogo simbolo»

La circolare raccomanda pertanto «di porre in essere ogni opportuna iniziativa finalizzata a ricercare con i promotori/organizzatori l’individuazione delle più idonee modalità di attuazione delle manifestazioni programmate privilegiando località decentrate ed evitandone lo svolgimento o il passaggio nei pressi di siti ed obiettivi “simbolo”, direttamente riconducili alle parti in conflitto, così da garantire una maggiore tutela dei manifestanti e dell’intera comunità».

«Predisporre servizi mirati per evitare azioni sul nascere»

Quest’ultima finalità, aggiunge la circolare, «potrà essere raggiunta anche attraverso il ricorso a formali provvedimenti di tipo prescrittivo». In questo contesto, sia in occasione di iniziative pubbliche sul tema Israele-Palestina, sia in quelle che, «seppur preavvisate per motivazioni diverse, potrebbero assumere connotazioni riconducibili al conflitto in atto. Andranno predisposti servizi mirati ad evitare e contrastare sul nascere azioni, anche solo dimostrative, che per visibilità e diffusione mediatica potrebbero determinare serie ricadute sull’ordine pubblico».