Manovra 2024, cosa prevede: Irpef, pensioni, canone Rai e superbonus

Debora Faravelli
16/10/2023

Sale il congedo parentale, asili nido gratis dal secondo figlio e sgravi contributivi per le madri assunte. Prorogato il taglio del cuneo fiscale. Capitolo previdenza, confermata Quota 103 e aumento delle minime. Le novità illustrate dalla premier Meloni in conferenza stampa.

Manovra 2024, cosa prevede: Irpef, pensioni, canone Rai e superbonus

Il Consiglio dei ministri riunitosi lunedì 16 ottobre 2023 ha approvato la manovra finanziaria 2024. Le risorse a disposizione saranno poco meno di 24 miliardi di euro, investite in diverse misure a sostegno di famiglie e lavoro. Ad annunciarle in conferenza stampa, oltre alla premier Giorgia Meloni, anche i ministri dei Trasporti Matteo Salvini e dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Taglio del canone Rai in bolletta

La legge di Bilancio prevede che il canone Rai venga tagliato da 20 a 15 euro al mese. I contribuenti pagheranno così 70 euro all’anno al posto degli attuali 90, con lo sconto che arriverà direttamente in bolletta.

Asili nido gratis per il secondo figlio e un mese in più di congedo parentale

Per dare incentivo alla natalità e sostenere i nuclei familiari, è stato disposto l’asilo nido gratis dal secondo figlio. A questa misura si aggiunge il taglio dei contributi a carico delle madri lavoratrici che abbiano almeno due figli (la quota loro spettante sarà pagata dallo Stato) con i seguenti limiti: il taglio è valido fino all’età di 10 anni del secondo figlio e fino a 18 anni per chi ha dai tre figli in su. Per quanto riguarda, il congedo parentale, viene allungato di un mese per i genitori di bambini fino a sei anni di età con stipendio pagato al 60 per cento.

Addio al superbonus

Dal prossimo anno il superbonus dovrebbe scomparire dal panorama normativo italiano, con la cancellazione della possibilità della sconto in fattura e la cessione del credito. Gli sconti per l’edilizia torneranno così sui vecchi binari del 65 per cento e del 50 per cento da spalmare in 10 anni.

Pensione minime più alte e proroga di Quota 103 

Per quanto riguarda il capitolo previdenza, non sono previste rivoluzioni. Viene infatti prorogata Quota 103 e verranno leggermente alzate le pensioni minime a partire dai 65 anni di età. Gli importi inferiori o uguali al minimo Inps saliranno dunque a 618 euro dal 1° gennaio 2024. L’anno scorso gli assegni inferiori o uguali ai minimi erano stati aumentati per gli over 75, con questa manovra si allarga dunque la platea beneficiaria. Un’altra novità riguarda il fatto che Ape sociale e Opzione donna vengono superate e accorpate in un unico fondo per la flessibilità in uscita che consente di andare in pensione a 63 anni con 36 anni di contributi per i caregiver, disoccupati, lavori gravosi e disabili e 35 anni per le donne.

Taglio del cuneo fiscale

Confermato l’esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi più bassi, iniziato nel 2022 con il governo Draghi e salito ulteriormente con il decreto lavoro del 1 maggio 2023. Il taglio attualmente in vigore e che sarà prorogato di un altro anno è del 6 per cento per i lavoratori con reddito fino a 35 mila euro e del 7 per cento per chi ha un reddito non superiore a 25 mila euro l’anno (1.923 euro al mese).

Deduzioni per assunzioni a tempo indeterminato

Decisa la deduzione al 120 per cento per le assunzioni tempo indeterminato e al 130 per cento per chi assume madri, under 30, percettori del Reddito di cittadinanza e persone con disabilità. Questa misura sostituisce quella che era prevista fino al 2023 per giovani e donne, ma si somma con quella prevista per chi assume nelle regioni meridionali come previsto nel decreto sull’istituzione della Zona speciale unica del Mezzogiorno.

Arriva l’Irpef con tre scaglioni (e non più quattro)

Oltre alla legge di Bilancio, il governo ha dato il via libera anche a due decreti attuativi della delega fiscale che contengono una delle misure più importanti previste per il 2024, ovvero l’accorpamento delle prime due aliquote Irpef. Gli scaglioni si riducono dunque da quattro a tre, accorpando i primi due scaglioni con un’unica aliquota al 23 per cento. Le nuove aliquote per scaglioni di reddito sono dunque così determinate: fino a 28.000 euro, 23 per cento; oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro 35 per cento; oltre 50.000 euro 43 per cento. Si amplia inoltre fino a 8.500 euro la soglia di no tax area prevista per i redditi di lavoro dipendente che viene parificata a quella già vigente a favore dei pensionati. La misura è finanziata al momento solo per un anno, ovvero fino a dicembre 2024.