Le reazioni di governo alle critiche su Def e manovra

Le reazioni di governo alle critiche su Def e manovra

10 Ottobre 2018 08.05
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Avanti tutta e incuranti di tutto, anche se qualche scricchilio nelle granitiche certezze del governo sulla manovra, e in particolare sulla chiaccherata flat tax, ha già cominciato a sentirsi. Il ministro Paolo Savona aveva dichiarato che la manovra sarebbe dovuta cambiare con una tempesta sullo spread ma i due vicepremier, Di Maio e Salvini, non la pensano così. Dopo le critiche al Def arrivate da Corte dei conti, ufficio parlamentare di bilancio e Banca d'Italia, il 10 ottobre il ministro degli Interni leghista ha dichiarato: «La manovra non cambia perchè lo spread o Bankitalia dicono che non devo toccare la Fornero, io vado diritto. Non torniamo indietro». E Tria, che dopo la mancata validazione dell'Upb è stato costretto a tornare alle Camere, ha confermato in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato che «il governo ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella NaDef». Prima di lui Pier Carlo Padoan aveva fatto lo stesso, salvo poi modificare le cifre nella bozza di progetto di bilancio inviata alla Commissione europea.

LE RISORSE SULLA FLAT TAX? QUESTIONE DI PROSPETTIVE

Ma intanto, tra gli stessi Tria e Salvini è emersa qualche incongruenza sulle cifra della "tassa piatta". Il ministro dell'Economia in commissione Bilancio ha detto che gli interventi previsti per la flat tax dal governo sarebbero stati è previsto che abbiano un costo per il primo anno di 600 milnioni, per poi salire a 1,8 miliardi nel 2020 e a 2,3 miliardi nel 2021: in totale 4,7 miliardi in tre anni. Il leader leghista ha fornito cifre diverse: «Sono di più, un miliardo e 700 milioni», ha detto, a margine dell'anniversario dalla fondazione dei Nocs della polizia. Una contraddizione che i due anno provato a spiegare: «Nessun caos sulla flat tax. Vicepremier e ministro dell'Economia dicono la stessa cosa e le stesse cifre con una prospettiva diversa. Le risorse stanziate sono effettivamente quelle dette da Tria (nel 2019 600 milioni per poi salire a 1,8 miliardi nel 2020 e a 2,3 miliardi nel 2021): in totale a regime per la flat tax ci sono effettivamente 1,7 miliardi come sostiene Salvini».

6,9 MILIARDI DI TAGLI E 8,1 MILIARDI DI AUMENTI DI ENTRATE

Il ministro dell'Economia ha anche fornito alcuni dati sul progetto di legge di bilancio. Le coperture della manovra 2019 ammontano a 15 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi di tagli e 8,1 miliardi di aumenti di entrate. Nell'anno successivo le coperture sono di 7,8 miliardi con un importo analogo di tagli e aumenti di entrate pari a 3,9 miliardi, nel 2021 4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate.

DI MAIO NON TORNA INDIETRO, FRACCARO CONTRO BANKITALIA

A Savini del resto aveva fatto eco il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: «Il mio obiettivo è rendere felici i miei concittadini, e questo vale al di là dei numeri. Se vogliamo iniziare anche noi a fossilizzarci sui numeri allora faremo come quelli di prima e sarò io a dire agli italiani mandateci a casa. Questa manovra è quell'atto di coraggio che l'Italia aspettava da anni», ha detto in un'intervista a Radio Anch'io su Radio 1. «Se si torna indietro si tradiscono gli italiani e io i miei concittadini non li abbandono». Il ministro ai rapporti col parlamento e alla democrazia diretta, Riccardo Fraccaro ha invece attaccato direttamente l'ufficio parlamentare di bilancio e, come il suo collega di partito Alessandro Di Battista, anche Bankitalia: : «Rispetto queste valutazioni che però sono ragionieristica. Se come ha detto Tria non c'è sostenibilità sociale non regge comunque il sistema», ha spiegato Fraccaro sull'Upb e poi su Palazzo Koch: «La credibilità di Bankitalia è venuta meno. Ricordo le banche fallite e Bankitalia che non ha vigilato. Noi dobbiamo ricostruire la credibilità complessiva».

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