Cosa ha detto Conte alla Camera sulla manovra

22 Novembre 2018 16.21
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Dopo la bocciatura da parte della Commissione europea, il governo italiano manderà a Bruxelles le sue «controdeduzioni» sulla manovra, trasmettendo «una replica ben articolata ed esaustiva allo scopo di illustrare i programmi e le decisioni» dell'esecutivo. Il premier Giuseppe Conte ha riferito alla Camera sulla legge di bilancio, spiegando che intende – per l'ennesima volta – perorare di fronte alle istituzioni comunitarie i benefici sulla crescita che Movimento 5 stelle e Lega ritengono verranno prodotti dalla finanziaria nel 2019.

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In diretta dalla Camera dei Deputati per un'informativa al Parlamento sulla manovra economica

Geplaatst door Giuseppe Conte op Donderdag 22 november 2018

Secondo la Commissione europea, ha detto ancora Conte, il Documento programmatico di bilancio inviato dall'Italia «prevede un deterioramento dello 0,9%» del deficit strutturale, a fronte di una correzione richiesta di almeno lo 0,6%. Deterioramento che allontanerebbe il Paese dall'obiettivo di garantire l'equilibrio dei conti pubblici. Nella risposta all'Ue, viceversa, il governo intende ribadire che «ci sarà un'accelerazione degli investimenti e una rimodulazione in parlamento di alcuni interventi», se queste modifiche potranno «accrescere gli effetti positivi» sull'economia «senza alterare ratio e contenuti» della manovra. «Siamo responsabili», ha insistito Conte, «non c'è nessuna ribellione all'Unione europea». Parole che fanno pensare a un'apertura per eventuali modifiche, ma in ogni caso il percorso sarà lungo.

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GUADAGNARE TEMPO IN CASO DI PROCEDURA D'INFRAZIONE

A giudizio del premier, quasi tutte le politiche economiche e le riforme messe in campo dal governo M5s-Lega sono «perfettamente in linea con le raccomandazioni» giunte dall'Ecofin. Conte ha quindi citato il piano per le dismissioni immobiliari, le semplificazioni nella Pubblica amministrazione e lo «stretto monitoraggio» della spesa pubblica, allo scopo garantire il «rispetto assoluto del rapporto deficit-Pil» entro il 2,4%. Tuttavia, nel caso in cui l'Ecofin «dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione», ovvero nel caso in cui per l'Italia si aprisse ufficialmente una procedura d'infrazione, l'Italia chiederà «tempi di attuazione molto distesi», che serviranno per consentire alla manovra «di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico».

PROMESSI INVESTIMENTI PER 36 MILIARDI DI EURO

Conte ha quindi sottolineato il piano di investimenti che dovrebbe ridare slancio all'economia italiana. Il governo «da una parte sta per adottare in via definitiva il decreto della presidenza del Consiglio che ripartisce le risorse, pari a 36 miliardi di euro, del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese; dall'altra sta lavorando al decreto di ripartizione dei fondi stanziati per il 2019». Secondo Conte sono sufficienti «poco più di 900 milioni per garantire la messa in opera di infrastrutture del valore di quasi 2 miliardi» e l'effetto sull'economia di questi interventi «sarebbe immediato». Tra questi interventi, quelli contro il dissesto idrogeologico assumerebbero priorità assoluta e le spese «dovranno essere considerate nel quadro delle regole di flessibilità, già previste dalla normativa europea».

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LE RIFORME SU CUI PUNTA IL GOVERNO

L'impulso alla crescita, per Conte, sarà assicurato anche «da una strategia integrata che punta sulla ripresa della produttività, attraverso l'accumulazione di capitale». Un aumento del reddito potenziale «sarà garantito dal recupero alle forze di lavoro di ampi settori della popolazione, attualmente emarginati dalla vita sociale ed economica a causa di politiche di austerità protratte per troppi anni, dal ringiovanimento della forza lavoro e da un aumento complessivo della sua produttività, garantito dal ricambio generazionale a seguito degli interventi sulle regole di pensionamento». A questo si aggiungerebbe «un vasto piano di revisione e di semplificazione» della Pubblica amministrazione, in particolare in materia di lavoro, sviluppo economico e salute. Alcune di queste azioni sarebbero «perfettamente in linea con le raccomandazioni del 13 luglio 2018, pervenuteci dall'Ecofin». Altre raccomandazioni, invece, in particolare quelle «in materia di aggiustamento strutturale», sono state respinte perché «non compatibili con lo stato congiunturale della nostra economia e con il nostro disegno di politica economica, più orientato alla crescita che non all'austerità».

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