Deficit al 2,4%: accordo raggiunto sulla Manovra

Deficit al 2,4%: accordo raggiunto sulla Manovra

27 Settembre 2018 19.13
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Alla fine l'hanno avuta vinta i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio: la Manovra sarà realizzata con un rapporto deficit/Pil al 2,4%. Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità la Nota di aggiornamento al Def. La resistenza del ministro dell'Economia Giovanni Tria, che ha cercato di tenere l'asticella sotto al 2%, è stata vinta dopo una giornata di contrattazioni all'ultimo minuto. «Accordo raggiunto con tutto il governo sul deficit al 2,4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento», hanno fatto sapere Di Maio e Salvini al termine del vertice a Palazzo Chigi, che si è protratto tutto il giorno. Fonti del governo hanno fatto sapere che il 2,4% sarà previsto per tre anni, nel 2019, 2020 e 2021 (leggi cosa rischia l'Italia con il 2,4%).

SMENTITE LE POSSIBILI DIMISSIONI DI TRIA

Fonti di Palazzo Chigi hanno assicurano che il ministro dell'Economia Giovanni Tria non si dimetterà dall'incarico dopo il braccio di ferro sul livello del deficit da inserire nella Nota al Def. Un livello, si precisa ancora, che verrà inserito direttamente nella nota di aggiornamento al Def e non successivamente in parlamento. Dello stesso avviso anche Di Maio: «Dimissioni di Tria? No assolutamente». Intanto dopo la fine del vertice il premier Giuseppe Conte ha telefonato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aggiornarlo sugli ultimi sviluppi. «Introdurremo meccanismi di controllo della spesa che impediscano il superamento di questa soglia. Siamo fiduciosi che in virtù dell'imponente piano d'investimenti deliberato tali meccanismi non saranno mai attivati. Tuttavia abbiamo preferito prevederli anche al fine di garantire la massima serietà del lavoro fatto fin qui», ha dichiarato Conte in serata.

LE "CONQUISTE" DI M5S E LEGA

«Ci sono 10 miliardi per il reddito di cittadinanza», una misura con la quale «restituiamo un futuro a 6,5 milioni di persone», ha detto Di Maio, «con il superamento della legge Fornero chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando i posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro paese per avere un'opportunità. I truffati delle banche saranno risarciti con un fondo ad hoc di 1,5 miliardi». Anche il leader della Lega ha parlato a margine del vertice annunciando le "conquiste" della Lega: «Tasse abbassate al 15% per più di un milione di italiani, diritto alla pensione per almeno 400 mila persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell'Iva. Pienamente soddisfatto degli obiettivi raggiunti».

DI MAIO: «OGGI È CAMBIATA L'ITALIA».

«Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l'Italia!», ha scritto Di Maio su Facebook, «per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti. Sono felice. Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può e che i soldi ci sono»

RAGAZZI! Oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l'Italia! Abbiamo portato a casa la Manovra del Popolo che per la…

Geplaatst door Luigi Di Maio op Donderdag 27 september 2018

COSA SUCCEDE CON IL DEFICIT AL 2,4%

I miliardi a disposizione sarebbero così oltre 27 con i quali si potrebbe finanziare di fatto l'intera manovra. Allo stesso tempo però si rischierebbe la reazione negativa di Unione europea e mercati: le agenzie di rating hanno finora sospeso il giudizio sul debito italiano in attesa di verificare lo stato della finanza pubblica e potrebbero bocciare scelte giudicate troppo ardite. In ogni caso con queste risorse si potrebbe far partire immediatamente il reddito di cittadinanza o affiancarlo da metà anno con la pensione di cittadinanza. Oltre al deficit infatti vanno considerate anche le risorse in arrivo dal taglio delle pensioni d'oro (qualche centinaio di milioni) e da una nuova tornata di spending review nelle intenzioni da 2-3 miliardi.

MANIFESTAZIONE DAVANTI A MONTECITORIO

"Armati" di bandiere del movimento, militanti e parlamentari pentastellati si sono riuniti fuori dalla Camera per "festeggiare" l'intesa raggiunta sulla manovra. Molti senatori stanno facendo anche selfie e video per «far conoscere agli elettori i risultati raggiunti». Il gruppo di manifestanti sta sfilando davanti a Montecitorio diretto a Palazzo Chigi. «Non temiamo lo spread, non temiamo i mercati, finalmente oggi il governo del cambiamento va incontro alle esigenze dei cittadini. Non c'è stato nessun diktat, era tutto scritto nel contratto di governo, questa era la manovra che volevamo fare», ha detto il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuelli arrivato davanti a palazzo Chigi insieme a tutti i deputati e senatori pentastellati che erano riuniti all'assemblea congiunta.

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