Match a distanza sulla manovra verso il 2% di deficit-Pil

Match a distanza sulla manovra verso il 2% di deficit-Pil

04 Dicembre 2018 09.50
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Mentre il premier Giuseppe Conte prova a portare a casa un accordo con la Commissione Ue per evitare la procedura d'infrazione, sull'oramai sicura revisione in manovra del rapporto deficit-Pil, probabilmente al 2%, prosegue il confronto a distanza. Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha così commentato la retromarcia del governo che prima ha fissato l'asticella al 2,4% andando allo scontro con l'Europa e adesso ripiega: «Il 2%? Èun numero su cui si esercito giornalisti e commissari Ue, noi badiamo alla sostanza e a trovare risorse. Noi facciamo una manovra seria – ha aggiunto – che non dipenderà dallo zero virgola ma dai contenuti. Una manovra che ha degli investimenti che non ci sono mai stati negli anni precedenti».

SLITTA L'ESAME DELLA CAMERA

Intanto è impasse alla Camera: la discussione in Aula è attesa per il 5 dicembre alle 20, e non più alle 14. In commissione Bilancio non è ancora ripreso l'esame degli emendamenti alla manovra. La seduta si è aperta con la richiesta di tutte le opposizioni di avere spiegazioni sull'andamento della trattativa con la Ue e sulle modifiche al deficit. «Da giorni e settimane stiamo discutendo di qualcosa che non esiste, sembra che ci sia già un accordo per ridurre deficit al 2%», ha detto il capogruppo Dem Luigi Marattin, seguito da Andrea Mandelli (Fi), da Guido Crosetto di Fdi e di Leu, Stefano Fassina, e dal rappresentante del misto Salvatore Caiata. Programmata alle 19.00 un'audizione del ministro Giovanni Tria, o comunque di un rappresentante del governo, in Commissione.

TRIA: «TEMPI STRETTI PER L'INTESA»

«Dobbiamo andare incontro alle richieste della Commissione Ue per evitare la procedura, si tratta di esaminare soluzioni possibili ma i tempi sono stretti» ha commentato al termine dell'Ecofin il ministro Tria spiegando che ci deve essere una sintesi politica, di cui si occupa il premier Conte. «Le soluzioni sono varie, è necessario prendere decisioni politiche e verranno prese. Si tratta di conciliare le priorità del governo e le riforme che vuole mettere in campo con l'avvicinamento alle necessità secondo le regole giuridiche della Commissione per poter evitare la procedura».

MOSCOVICI: «CAMBIO DI PASSO, MA NON BASTA ANCORA»

Ma al di là della cortina fumogena della propaganda il cambio di passo è evidente. «Il dialogo con l'Italia è in corso, diventa più intenso, vediamo un tono diverso, un diverso modo di cooperare e vediamo l'Italia disponibile ad ascoltare il nostro punto di vista e risolvere i problemi. È un passo che accogliamo con favore, e anche gli investitori hanno lo stesso feeling» ha spiegato il commissario Pierre Moscovici. «Ora il dialogo è cominciato davvero su metodo e sostanza. A Buenos Aires abbiamo avuto discussioni positive con Conte e Tria, e abbiamo deciso di proseguire nell'interesse generale e abbiamo dato mandato ai nostri team di lavorare in quella direzione». L'accordo, però, non c'è ancora e Moscovici chiede che la riduzione del deficit sia reale: «Noi siamo disponibili a dare flessibilità ma deve essere nelle regole, per questo il gap va ridotto ancora».

SALVINI: «CONFINDUSTRIA ZITTA PER ANNI, CI LASCINO LAVORARE»

Intanto prosegue la polemica tra il governo e le associazioni imprenditoriali dopo la manifestazione di Torino. Salvini è tornato a criticare Confindustria: «C'è qualcuno che è stato zitto per anni quando gli italiani, gli imprenditori e gli artigiani venivano massacrati. Ora ci lasciassero lavorare e l'Italia sarà molto migliore di come l'abbiamo trovata»

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