Cosa hanno detto Tria e Di Maio sulla manovra

Cosa hanno detto Tria e Di Maio sulla manovra

28 Novembre 2018 10.29
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Le previsioni del governo sono corrette. Lo ha ribadito ancora una volta il ministro dell'Economia Giovanni Tria, intervenendo in Senato sulla manovra. «Non è nostra intenzione parlare di responsabilità del passato e ho ricordato che si tratta della nostra storia comune, anche se il dibattito domestico non ci consente di accettare la morale in tema di politica e crescita», ha detto Tria dopo aver ricordato come negli ultimi anni ci sia stato «un aumento della spesa corrente per finanziarie la stagione dei tanti bonus con oneri che continuano a pesare su nostro bilancio».

«UNA MANOVRA MODERATAMENTE ESPANSIVA»

La manovra messa in campo dal governo è «moderatamente espansiva», ha aggiunto il ministro. «Dopo la crisi del 2008 siamo ancora lontani da Pil e dalla disoccupazione di 10 anni fa: è aumentata in modo insopportabile l'area di povertà e disagio sociale e non è stato raggiunto l'obiettivo di riduzione del debito né il pareggio bilancio, non abbiamo avuto la stabilizzazione economica, sociale e della finanza pubblica». E ancora: «Stiamo attentamente valutando, man mano che va avanti il disegno delle misure fondamentali, i loro costi effettivi, se si possano cioè trovare gli spazi finanziari per migliorare l'equilibrio tra la crescita e il consolidamento dei conti pubblici. In questa direzione il dialogo con l'Ue può trovare spazi nuovi».

«SENZA RISPETTO DELLE REGOLE EFFETTI NEGATIVI SULLA CRESCITA»

«Dobbiamo tenere conto dell'incerto contesto economico in cui ci troviamo e dell'alto livello dello spread», ha quindi detto Tria. Per questo si deve puntare «da una parte a rafforzare le misure di rilancio dell'economia e dall'altro a una maggiore prudenza di spesa». Ma questo è «un dilemma che richiede un serio bilanciamento delle politiche». A questo si aggiunge «la necessità di non divergere dalle regole europee», che avrebbe ulteriori «effetti negativi sulla crescita e sulla politica espansiva, facendo aumentare il costo di finanziamento del debito». «Noi ce la metteremo tutta ad essere responsabili verso i cittadini e verso l'Ue», ha aggiunto il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo ai cronisti che gli facevano notare le parole del ministro sull'esigenza di responsabilità e di un'operazione verità sulla manovra.

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DOMBROVSKIS: «SERVE UNA CORREZIONE CONSIDEREVOLE»

Intanto la timida apertura del governo nei confronti dell'Ue dei giorni scorsi è stata accolta freddamente da Bruxelles. La Commissione Ue vuole infatti vedere una correzione della traiettoria «considerevole, e non marginale», ha detto il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

«NON BASTANO GLI ANNUNCI»

In una intervista alla Stampa il vicepresidente della Commissione aveva spiegato che per evitare l'apertura di una procedura sul debito non bastano gli annunci. Il governo italiano «deve prendere provvedimenti concreti». In altre parole, un taglio del deficit limitato allo 0,2% «non è sufficiente» perché la distanza rimane «molto ampia». Dombrovskis ha aggiunto: «Come Commissione abbiamo espresso un'opinione e abbiamo tratto delle conclusioni: ora i governi le stanno valutando e diranno la loro sulla necessità di aprire una procedura. Riteniamo che la traiettoria di bilancio scelta dall'Italia sia controproducente per l'economia italiana stessa. I tassi di interesse sono cresciuti parecchio, c'è un impatto sull'economia reale, sull'accesso al finanziamento per le imprese, sul credito al consumo. Gli indici di fiducia stanno scendendo e questo colpisce il potenziale degli investimenti. Anche per questo abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2018, da 1,3% a 1,1%».

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