I due sospettati di aver ferito Manuel Bortuzzo hanno confessato

06 Febbraio 2019 18.24
Like me!

Chi ha sparato a Manuel Bortuzzo, il nuotatore 20enne rimasto paralizzato dopo essere stato colpito da un colpo di pistola la notte di sabato scorso all'Axa, nel quadrante sud di Roma, ora ha un volto. La svolta nelle indagini della polizia è avvenuta dopo il ritrovamento della pistola usata per colpire il ragazzo, sabato notte a piazza Eschilo.

COSTITUITI DUE GIOVANI DI 24 E 25 ANNI

Nella serata del 6 febbraio due ragazzi di 24 e 25 anni, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, si sono costituiti. Accompagnati in questura dai loro legali, durante un lungo interrogatorio, hanno confessato di aver sparato, ma «per errore». «Era buio», avrebbero detto. Amici da tempo, sono entrambi di Acilia, quartiere poco distante dal luogo del ferimento. Uno dei due avrebbe un doppio taglio di capelli, che corrisponde anche alle descrizioni dei testimoni. Sarebbero stati dunque loro i due uomini a bordo dello scooter scuro da cui sono partiti i colpi.

I VERBALI DEGLI INTERROGATORI

«Io mi sono costituito e vado in carcere perché è giusto che Manuel abbia giustizia», ha fatto mettere Marinelli a verbale nel corso dell'interrogatorio svolto in Questura. Bazzano ha invece affermato di non sapere che l'amico fosse armato: «Gli ho detto "Lorenzo ma cosa hai combinato?", mi ha risposto "ora portami a casa da mio figlio». I due fermati tramite i propri difensori hanno chiesto scusa alla famiglia Bortuzzo: «Siamo distrutti per quanto fatto. Manderemo una lettera ai genitori». In base a quanto si è appreso i due volevano costituirsi già domenica. «I familiari ci avevano contattato. Avevano un peso sulla coscienza», hanno spiegano gli avvocati Alessandro De Federicis e Giulia Cassaro.

SI VALUTA L'AGGRAVANTE DEL METODO MAFIOSO

La decisione di costituirsi saebbe arrivata, come spiegano Repubblica e il Corriere, anche dopo la caccia all'uomo messa in piedi dalle Forze dell'ordine nelle ore immediatamente successive alla sparatoria. I due già braccati dalla polizia sarebbero stati spinti al passo anche dai clan che gestiscono l'area preoccupati della presenza invasiva delle forze dell'ordine. Per questo la procura starebbe valutando se possa essere o meno configurata l'aggravante del metodo mafioso visto, come riporta il Corsera, l'ambiente in cui è maturato il drammatico scambio di persona e la dinamica dei fatti.

RITROVATA LA POSSIBILE ARMA DEL DELITTO

Sui profili social, in molti scatti sono immortalati durante le serate trascorse insieme. Entrambi sono amanti dei tatuaggi, che mostrano in vari scatti, e in particolare Bazzano ne ha uno sulla spalla, che raffigura proprio una pistola. «Gli infami che hanno sparato a Manuel Bortuzzo devono marcire in galera: spero vengano individuati con certezza al più presto», ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Un'ulteriore conferma arriverà dai rilievi sull'arma trovata nel pomeriggio del 5 febbraio dagli investigatori in un campo poco distante dal punto in cui Manuel è stato ferito. La scientifica è al lavoro per isolare le impronte e avere ulteriore conferma del responsabile.

ALLA BASE DELL'AGGUATO FORSE UNO SCAMBIO DI PERSONA

I poliziotti della Squadra Mobile hanno ricostruito il percorso di fuga dei due uomini attraverso l'analisi delle telecamere e il racconto di alcuni testimoni. Al momento l'ipotesi rimane quella dello scambio di persona. Chi ha ha sparato probabilmente ha confuso Manuel con un altro che gli assomiglia, forse con qualcuno che poco prima aveva preso parte a una rissa nel pub dall'altro lato della piazza, ed è questa al momento l'ipotesi privilegiata, o con qualcuno da punire per altre ragioni. La calibro 38, una pistola di piccole dimensioni, è l'arma preferita da chi non intende lasciare tracce evidenti: i bossoli infatti non vengono espulsi come nelle pistole semiautomatiche.

IL GIALLO DELLO SCOOTER USATO DURANTE L'AGGUATO

Si cerca ancora anche lo scooter scuro con cui i due uomini, uno con un casco chiaro e l'altro con un taglio a 'scalini', ripreso in lontananza da una telecamera che punta sul distributore di sigarette dove il nuotatore è stato ferito. Sono in corso accertamenti su uno scooter trovato dall'inviato di Chi l'ha visto? in una strada di Acilia, che sarebbe stato dato alle fiamme quella notte.

IL PADRE: «MANUEL HA SAPUTO DI ESSERE PARALIZZATO»

Intanto Manuel si è svegliato e si è reso conto di non riuscire a muovere le gambe. «Ha saputo della paralisi ma non ha pianto. Gli ho promesso che tornerà a vivere come una persona normale», ha detto il padre del ragazzo, Franco Bortuzzo, che ha poi raccontato: «Mi ha detto 'Non sento più niente' e gli ho risposto: 'e certo, con una pallottola nella spina dorsale'». «Fatti coraggio, mamma», ha poi detto con incredibile forza Manuel al suo risveglio rivolgendosi alla madre. A raccontarlo è stato Paolo Barelli, presidente delle Federnuoto, al quale il ragazzo ha detto: «Ora per me comincia un altro allenamento». «Manuel fisicamente è una roccia», ha concluso Barelli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *