Manzi tenta il suicidio

Redazione
30/09/2010

Frediano Manzi, protagonista nella lotta contro il racket degli alloggi popolari a Milano, ha tentato il suicidio il 29 settembre...

Manzi tenta il suicidio

Frediano Manzi, protagonista nella lotta contro il racket degli alloggi popolari a Milano, ha tentato il suicidio il 29 settembre scorso. Non si conoscono ancora i motivi che hanno determinato questo gesto.
Il gruppo Italia dei Valori ha diffuso un comunicato in cui i suoi componenti hanno espresso la «massima stima e solidarietà», aggiungendo: «Abbiamo sempre sostenuto Manzi nelle sue battaglie in difesa della legalità e abbiamo accolto con profonda amarezza questa notizia, sintomo di un uomo che percepisce di essere solo nel portare avanti le proprie iniziative. Ci auguriamo che il consiglio provinciale», si conclude, «voglia condividere il sentimento di solidarietà nei confronti di Manzi impegnandosi a trovare al più presto una soluzione per la sede e il prosieguo dell’attività dell’associazione».
Ma chi Manzi lo conosce bene, preferisce non confondere «una questione personale con la sua attività anti-mafia. Questo è il tipico vouyerismo dei mass media», dice Giulio Cavalli, l’attore/scrittore anti ‘ndrangheta che vive sotto scorta per le minacce ricevute dalla criminalità organizzata a causa dei sui spettacoli denuncia.
Con Manzi, Cavalli condivide non solo l’impegno in difesa della legalità, ma anche una certa solitudine, che è «figlia di una malattia di fondo di questo paese: si sono creati eroi di plastica, che hanno un profilo pubblicitario, adatto ai talk show e tutti gli altri, tutti quelli che non rientrano nel marketing dell’antimafia, come Frediano, vengono lasciati soli».
Frediano Manzi, racconta Cavalli, non è stato minacciato ieri, è stato «lasciato solo da molto tempo». Lui che va in giro per i peggiori quartieri di Milano, «sempre spettinato e di corsa» e che non si è mai piegato al gioco della politica: «come si dice in Sicilia, Frediano è un vero “scassaminchia”», racconta Cavalli. «Uno che non fa denunce generiche, ma nomi e cognomi». Perchè l’hanno lasciato solo? «Perchè ha raccontato che il centrodestra, a Milano, ha usato il consenso elettorale della criminalità. Come il centrosinistra, solo che ha perso».