Mar Rosso, c’è anche l’Italia nella coalizione navale anti-Houthi

Redazione
19/12/2023

L’operazione Prosperity Guardian, guidata dagli Stati Uniti, è nata dopo l'intensificarsi degli attacchi dei ribelli yemeniti a imbarcazioni legate e non a Israele. La loro risposta non si è fatta attendere: «Anche se l'America riuscisse a mobilitare il mondo intero, le nostre operazioni militari non si fermeranno».

Mar Rosso, c’è anche l’Italia nella coalizione navale anti-Houthi

C’è anche l’Italia nella coalizione guidata dagli Stati Uniti nata per garantire la sicurezza nel Mar Rosso dopo i recenti attacchi ai mercantili da parte dei ribelli yemeniti e filo-iraniani Houthi. Il Pentagono ha infatti annunciato che «l’operazione Prosperity Guardian sta riunendo più paesi tra cui Regno Unito, Bahrein, Canada, Francia, Italia, Olanda, Norvegia, Seychelles e Spagna, per affrontare congiuntamente le sfide alla sicurezza nel Mar Rosso meridionale e nel Golfo di Aden, con l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione per tutti i paesi e rafforzare la sicurezza e la prosperità regionale».

L’Italia parteciperà con la fregata Virginio Fasan, già impiegata in operazioni antipirateria in Somalia

«La recente escalation di sconsiderati attacchi Houthi provenienti dallo Yemen minaccia il libero flusso del commercio, mette in pericolo i marinai innocenti e viola il diritto internazionale», si legge in una nota del Pentagono. «Il Mar Rosso è una via d’acqua fondamentale, essenziale per la libertà di navigazione, e un importante corridoio commerciale che facilita il commercio internazionale. I Paesi che cercano di sostenere il principio fondamentale della libertà di navigazione devono unirsi per affrontare la sfida posta da questo attore non statale che lancia missili balistici e veicoli aerei senza equipaggio contro navi mercantili di molte nazioni che transitano legalmente in acque internazionali». La missione sarà coordinata dalla già esistente Combined Task Force 153, istituita nel 2022 per migliorare la sicurezza marittima nel Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Golfo di Aden. L’Italia parteciperà con la fregata Virginio Fasan, già impiegata in operazioni antipirateria in Somalia.

Mar Rosso e Golfo di Aden, c’è anche l’Italia nella coalizione anti-Houthi "Prosperity Guardian", guidata dagli Stati Uniti.
La nave Galaxy Leader, poi sequestrata dagli Houthi (Getty Images).

Secondo i ribelli yemeniti l’alleanza navale sarà «essenzialmente inutile»

La creazione dell’alleanza internazionale navale per proteggere la navigazione marittima nel Mar Rosso, secondo gli Houthi, sarà «essenzialmente inutile». Lo ha dichiarato alla Reuters Mohammed Abdulsalam, esponente del movimento alleato con l’Iran: le acque adiacenti allo Yemen, ha detto, sono sicure, tranne che per le navi israeliane o per quelle dirette in Israele, a causa della «ingiusta guerra di aggressione contro la Palestina». Così su X l’alto funzionario del gruppo Mohammed al-Bukhaiti: «Anche se l’America riuscisse a mobilitare il mondo intero, le nostre operazioni militari non si fermeranno, a prescindere dai sacrifici che ci costerà».

Mar Rosso e Golfo di Aden, c’è anche l’Italia nella coalizione anti-Houthi "Prosperity Guardian", guidata dagli Stati Uniti.
Houthi in azione sulla nave Galaxy Leader (Getty Images).

Molte navi hanno allungato la rotta e i costi assicurativi sono lievitati

Dal Mar Rosso passa circa il 10 per cento del commercio globale. L’intensificarsi degli attacchi da parte degli Houthi sta sollevando forte preoccupazione per l’impatto sul flusso di petrolio, grano e vari beni di consumo. Molte navi sono state costrette ad allungare la rotta (addirittura girando attorno all’Africa e al Capo di Buona Speranza) e i costi assicurativi sono lievitati. Al momento, le autorità iraniane stanno lavorando per liberare la nave Galaxy Leader, battente bandiera delle Bahamas e sequestrata dagli Houthi nel Mar Rosso, il cui operatore è la compagnia giapponese Nippon Yusen: diretta dalla Turchia all’India, è emerso che in qualche modo l’imbarcazione è legata a un uomo d’affari israeliano. Tuttavia, nonostante quanto dichiarato da Abdulsalam, gli Houthi non hanno preso di mira solo imbarcazioni legate a Israele, ma anche navi portacontainer e petroliere battenti (solo per fare un paio di esempi) bandiera norvegese e liberiana. Maersk, la più grande compagnia di navigazione del mondo, ha già sospeso il passaggio delle sue navi. Lo stesso hanno fatto Hapag-Lloyd, Cma Cgm, Msc.