Marcegaglia: «Governo insufficiente»

Redazione
24/01/2011

L’azione del governo è «insufficiente». Parola di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria che, ospite il 23 gennaio 2011 del salotto...

L’azione del governo è «insufficiente». Parola di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria che, ospite il 23 gennaio 2011 del salotto di Fabio Fazio, su Rai3, non ha risparmiato critiche all’esecutivo: «Nei primi mesi della crisi ha tenuto i conti pubblici a posto e abbiamo visto invece cosa succede in Portogallo e Spagna», ha sottolineato la leader degli industriali, ma ora serve di più, perché «da sei mesi a questa parte l’azione del governo non è sufficiente».
SE IL GOVERNO NON FA LE RIFORME ALLORA SI VOTI. Durante l’intervista a Che Tempo che fa, Marcegaglia ha poi precisato il senso di una richiesta che lei stessa, più volte, ha avanzato al mondo politico, ovvero quella di non far precipitare il paese nel caos di elezioni anticipate e quindi di una nuova campagna elettorale: «Serve stabilità, ma non fine a se stessa. Serve stabilità per fare le riforme. Nelle prossime settimane dovremo verificare se il governo è in grado di fare le riforme, altrimenti bisogna fare altre scelte: non si può più aspettare».
Voto dunque o nuovo esecutivo? «Dai giornali italiani ed esteri», ha proseguito la numero uno di viale dell’Asstronomia, «esce un’immagine non positiva del nostro Paese. Ma quando sono all’estero sottolineo sempre che c’è un’altra Italia, un’Italia che va a letto presto e si sveglia presto, che lavora, che produce che fa impresa e che si impegna».

Tremonti premier? Perché no?

La presidente di Confindustria ha poi espresso la sua opinione sull’ipotesi di un nuovo governo guidato dall’attuale ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: «Un nuovo primo ministro deve avere la maggioranza in Parlamento e deve essere indicato dagli elettori, cosa sulla quale sono d’accordo: se ci saranno le condizioni perchè Tremonti abbia queste caratteristiche, perché no».
CON MIRAFIORI NON FINISCE IL CONTRATTO NAZIONALE. Marcegaglia ha poi affrontato la questione Fiat, anche se brevemente. Il contratto approvato a Mirafiori, ha detto, non segna la fine del contratto nazionale di lavoro. «Finora abbiamo avuto la logica che una cosa valeva per tutti. Oggi non funziona più». In futuro, quindi, ci saranno casi come Mirafiori, ma «ci saranno le imprese che continueranno ad avere un contratto nazionale, magari più leggero». Bisogna trovare il modo, ha spiegato la Marcegaglia, «affinché ogni impresa, attraverso le relazioni sindacali, aumenti la propria competitività perché c’è oggi una maggiore variabilità nelle cose da fare, perché il mondo è diverso».