È polemica sulla nomina di Marcello Foa alla presidenza Rai

È polemica sulla nomina di Marcello Foa alla presidenza Rai

28 Luglio 2018 12.58
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Forza Italia non voterà Marcello Foa per la presidenza della Rai: «Non potremo votare il candidato a presidente Rai indicato dal governo. Avremmo voluto che si fosse seguito un metodo diverso» ha spiegato il vicepresidente del partito di Silvio Berlusconi. Senza i voti di Forza Italia, Foa non può essere nominato presidente. Già nei giorni scorsi era emersa tutta la contrarietà del partito, ma l'ufficializzazione del voto contrario, adesso, rischia di spaccare irreversibilmente il centrodestra, già messo a dura prova in questi primi mesi di governo giallo-verde. Tajani ha negato che ci saranno ripercussioni: «Non ha nulla a che vedere con le giunte di centrodestra». Contro la nomima di Marcello Foa si erano già espressi Pd e Leu. Il giornalista, fortemente sponsorizzato da Matteo Salvini, è finito nel mirino delle opposizioni a causa delle sue teorie sovraniste, anti-euro e filo-Putin. E, non ultimo, per un suo attacco lo scorso maggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella (bollò il suo discorso durante le consultazioni con la parola «disgusto»). (Leggi anche: chi è Fabrizio Salini, nuovo ad della Rai).

Questo mentre il giornalista in una intervista rilasciata al Corriere del Ticino, del cui gruppo è l'attuale ad, ha assicurato: «Ora volto pagina, con l'intento di rinnovare la Rai e di riportarla al suo vecchio splendore, non solo giornalistico ma di contenuti in generale».

IL PD ANNUNCIA BATTAGLIA IN COMMISSIONE DI VIGILANZA

Annuncia battaglia il dem Davide Faraone. «Se Salvini e Di Maio pensano di occupare la Rai, che è degli italiani e non loro, noi siamo già qui e glielo impediremo», ha twittato. «Il primo agosto in Vigilanza Rai ci aspetta una bella battaglia. Marcello Foa non merita alcuna fiducia, non sarà il nostro presidente».

Battaglia condivisa dal capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. «Ci opporremo in tutti i modi all'elezione di Marcello Foa a presidente della Rai. Ci appelliamo a tutte le forze di opposizione affinché impediscano che un amico di Putin, un giornalista-editore che ha fatto campagne contro i vaccini, diffuso fake news, ingiuriato il capo dello Stato, possa presiedere il servizio pubblico. Come ha detto il collega Faraone, il primo agosto daremo battaglia».

IL DEM MARGIOTTA: «FOA CANDIDATO INADEGUATO»

Sulla stessa linea il senatore dem Salvatore Margiotta, componente della commissione di Viglianza Rai e della Direzione nazionale del Pd. «È del tutto evidente che il nome indicato dalla maggioranza di governo per la presidenza della Rai sia inadeguato», ha dichiarato in una nota stampa. «Parliamo, infatti, della figura di garanzia che ha il compito di assicurare e tutelare il rispetto del principio del pluralismo dell'informazione. Non può rivestire questo incarico l'autore di Come si fabbrica informazione al servizio dei governi». Margiotta poi ha aggiunto: «Mi auguro che Forza Italia, che ha ottenuto la presidenza della commissione di Vigilanza della Rai come forza di opposizione non decida di votare con la maggioranza un candidato impresentabile che non rappresenta in alcun modo i valori di democrazia e libertà che Berlusconi ha sempre rivendicato come principi fondativi del suo partito». Sarebbe «sorprendente», ha concluso il dem, «se i parlamentari di Fi decidessero di sostenere Foa che non garantirà in alcun modo l'imparzialità e la correttezza della nostra informazione pubblica. Ma sono certo che si mostreranno responsabili e voteranno compattamente no sul nome del presidente incaricato».

Nomine Rai, l’eterna ingerenza della politica

Il paradosso arriva puntuale a ogni cambio di governo, ed è un classico di tutte le Repubbliche: Prima, Seconda e ora anche questa Terza. Il paradosso è presto detto: non appena arrivati al potere, tutti i partiti si affannano a dire che si terranno lontani mille miglia dalle nomine Rai, che l’ingerenza della politica è durata sin troppo (per la verità dura da sempre) e deve finire, salvo poi buttarcisi dentro a piene mani.

ANCHE LEU SI APPELLA A FORZA ITALIA

Si appella ai berlusconiani anche Liberi e Uguali. «Forza Italia non voti in commissione di Vigilanza Rai Marcello Foa presidente della Rai», ha scritto il capogruppo LeU alla Camera Federico Fornaro, componente della commissione di Vigilanza. «Un voto favorevole», ha aggiunto, «rappresenterebbe un clamoroso regalo alla destra sovranista e populista, a meno che Forza Italia non voglia definitivamente arrendersi e consegnarsi a Salvini». «La legge assegna un compito fondamentale alla commissione di Vigilanza Rai nella individuazione di un presidente della Rai di equilibrio e garanzia e non palesemente di parte», ha aggiunto Fornaro. «L'esatto contrario del profilo di Marcello Foa. Mercoledì prossimo questo compito la commissione di Vigilanza Rai può e deve esercitarlo fino in fondo».

DI MAIO: «FOA GIORNALISTA CON LA SCHIENA DRITTA»

Luigi Di Maio dal canto suo interviene in difesa del candidato del governo. «Marcello Foa è un giornalista con la schiena dritta che ha sempre fatto il suo mestiere con grande onestà intellettuale e dimostrando totale indipendenza. Eppure oggi Pd e Forza Italia lo accusano di sovranismo. Ma di che parliamo?», ha attaccato il vicepremier M5s in un post su Facebook. «'Sovranità' è una parola presente nell'articolo 1 della Costituzione. È una bella parola che sta tornando di moda anche grazie a persone come Foa». «Quelli del Pd», ha aggiunto, «poi sono gli stessi che avevano messo a capo della Rai una del Bilderberg: Monica Maggioni, che è attualmente presidente della Trilateral italiana. E ora vogliono opporsi a un giornalista totalmente libero che è pronto a fare gli interessi esclusivi della Rai e degli italiani? Sarebbe clamoroso».

Marcello Foa è un giornalista con la schiena dritta che ha sempre fatto il suo mestiere con grande onestà intellettuale…

Geplaatst door Luigi Di Maio op Zaterdag 28 juli 2018

PARAGONE CONTRO I DEM

Anche Gianluigi Paragone, capogruppo M5s in Vigilanza Rai, prende le difese del collega. «È incredibile», sottolinea, «che il Pd si metta a sentenziare su Marcello Foa. In passato abbiamo visto le più alte cariche Rai sostenute dal partito di Renzi che col servizio pubblico c'entravano davvero poco. Di servizio semmai era la porta da cui entravano per decidere chissà cosa insieme ai potenti di Bilderberg». E aggiunge: «Marcello Foa è un giornalista puro, un nome autorevole, con esperienza di lungo corso. Siamo orgogliosi della sua candidatura a presidente della Rai perché siamo sicuri che la sua visione sarà messa a servizio dei cittadini. Riguardo al Pd, sarebbe più dignitoso ogni tanto risparmiare l'opinione pubblica da questa sfacciata ipocrisia. Pensino a cosa hanno fatto in passato e riflettano».

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