Marine Le Pen è stata rinviata a giudizio per appropriazione indebita di fondi Ue

Ginevra Abeti
09/12/2023

La fondatrice del Rassemblement national è accusata insieme ad altri 26 membri di aver pagato con fondi dell'Ue assistenti che lavoravano per il partito in Francia. La prima udienza è fissata per il 27 marzo 2024. Rischia fino a 10 anni di carcere.

Marine Le Pen è stata rinviata a giudizio per appropriazione indebita di fondi Ue

Marine Le Pen, insieme ad altri 26 membri del partito francese di estrema destra Rassemblement national (Rn), è stata rinviata a giudizio in Francia con l’accusa di appropriazione indebita di fondi europei. Le Pen e gli altri membri del Rn sono sospettati di collusione e di aver usato illegalmente fondi dell’Ue per assumere assistenti che lavoravano per il partito nazionale in Francia. Il processo, che inizierà nella primavera del 2024, potrebbe compromettere la carriera politica della principale alleata europea del leader della Lega Matteo Salvini.

Rinviato a giudizio anche il padre Jean-Marie Le Pen

I fatti al centro dell’inchiesta, condotta da due procuratori francesi che si occupano di reati finanziari, risalirebbero al periodo compreso tra il 2004 e il 2016. Tra i rinviati a giudizio ci sono anche il padre della leader di Rn, Jean-Marie Le Pen, l’ex tesoriere del partito Wallerand de Saint-Just, il sindaco di Perpignan Louis Aliot e l’ex numero 2 del partito Bruno Gollnisch. In totale sono stati rinviati a giudizio 11 parlamentari, 12 assistenti e quattro collaboratori del Rn. Nel 2022 Le Pen era già stata accusata dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) di appropriazione indebita di oltre 600mila euro di fondi pubblici europei, utilizzati per coprire spese legate all’attività del partito nazionale. Nel 2018, invece, è stata condannata dal Tribunale Ue del Lussemburgo a restituire a Bruxelles 300 mila euro sottratti dalle casse comunitarie quando era eurodeputata per pagare un’assistente parlamentare, la quale però non risultava avere effettivamente svolto un’attività lavorativa per Le Pen.

Se condannata non potrà candidarsi alle presidenziali del 2027

La prima udienza del processo è stata fissata per il 27 marzo del 2024 e le successive per novembre dello stesso anno. In caso di condanna Le Pen rischia fino a 10 anni di carcere e la sospensione dalle cariche pubbliche per i successivi dieci anni, un’eventualità che le impedirebbe di candidarsi alle elezioni presidenziali in Francia previste per il 2027.