Cosa hanno detto dell'Italia all'ultima riunione Bce

Cosa hanno detto dell’Italia all’ultima riunione Bce

21 Marzo 2019 09.11
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Il debito italiano è stato al centro delle analisi della Banca centrale europea anche all'ultima riunione del board. L'Italia è l'unico Paese dell'Eurozona a presentare, pur con tassi portati ai minimi storici dalla politiche della Bce, un interesse medio sul debito superiore al tasso di crescita, con la conseguenza che è necessario un avanzo primario per stabilizzare il debito, è infatti evidenziato nel bollettino dell'Eurotower che richiama le previsioni della Commissione Ue: da qui al 2020 il differenziale fra tasso d'interesse e di crescita «dovrebbe rimanere in territorio negativo per tutti i Paesi, ad eccezione dell'Italia».

Nel bollettino viene anche spiegata la politica e la strategia della Banca centrale sui tassi di interesse. Il consiglio direttivo della Banca centrale europea dello scorso 7 marzo ha adeguato la 'guidance', con cui orienta le attese sui tassi d'interesse, in modo da «riflettere l'aspettativa» secondo cui essi si manterranno fermi «almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché necessario», si legge infatti nel documento pubblicato il 21 marzo. E ancora: in un contesto di crescita «più debole» che rallenta l'aggiustamento dell'inflazione verso il 2%, la Bce ha anche deciso«di avviare una nuova serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT-III) e di continuare a effettuare operazioni di prestito tramite procedure d'asta a tasso fisso con piena aggiudicazione dell'importo almeno fino alla fine del periodo di mantenimento delle riserve che inizia a marzo 2021.

IN ITALIA ANCORA 153 MILIARDI DI CREDITI DETERIORATI

Il 21 marzo è stato anche pubblicato il rapporto annuale della Bce sulle attività di Vigilanza 2018 che ha rilevato come nel terzo trimestre del 2018, i più ampi volumi di crediti deteriorati erano detenuti dai gruppi bancari significativi italiani (153 miliardi di euro), seguiti da quelli francesi (130 miliardi di euro), spagnoli (95 miliardi di euro) e greci (90 miliardi di euro).

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