Chi sono i nuovi imprenditori veneti “eroi del marketing”

Stefano Ferrio

Chi sono i nuovi imprenditori veneti “eroi del marketing”

Glocal e col culto della bellezza più che del mero fatturato. Impavidi e pronti a puntare tutto sulla narrazione del brand. Ritratto di questi "talenti" del cibo e del beverage. E del loro modo di manifestarsi.

21 Giugno 2019 20.23
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Squisitamente glocal, cioè con visione sia globale sia locale, questi nuovi imprenditori veneti che hanno vista contemporanea sulla Vedelago dove producono gnocchi e sulla Manhattan dove li vendono si fanno chiamare marketing heroes, gli eroi del marketing. Un modo per chiarire subito come sia gente che al culto del crudo fatturato, così caro ai loro padri e nonni, preferisce l’avventura della bellezza, l’esplorazione di ogni possibile valore aggiunto legato a lusso, esclusività, tempo libero. A cominciare da quel veneto “magnare” su cui continua a fondarsi la grandezza di tanto Made in Italy.

IL RITROVO NEL “TEMPIO DEL BEVERAGE”

Ecco allora che – lontani non tre decenni, ma “anni luce” dal plumbeo e un po’ rancoroso popolo delle partite Iva – i marketing heroes scelgono per manifestarsi un “tempio del beverage” come il Ferrowine di Castelfranco Veneto, provincia di Treviso, dove l’avventore ha da spulciare oltre 4 mila opportunità sotto forma di vini, “spiriti” superalcolici e birre.

L’ARDUA IMPRESA DI CONVINCERE IL CONSUMATORE

Qui, fra lignee distese di scaffali e vetrate luminose in puro stile scandinavo, introdotti dal violino di Anna Ferrarese, gli “imprenditori impavidi” di cui si legge nella presentazione dell’evento si affidano alla conduzione dello scrittore Sebastiano Zanolli per presentare una mission condivisa: conquistare il mercato con la narrazione del proprio eroismo. Discende quest’ultimo dalla constatazione di spazi ovunque più ristretti in cui farsi, se non amare, perlomeno desiderare da consumatori sempre più attenti alle ragioni, non solo economiche, delle proprie spese.

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Un po’ di vino nel “tempio del beverage”.

TRA RICETTE DI FORMAGGI “UBRIACHI” E “MASTER GNOCCHI”

Vale ovviamente per il padrone di casa, Giovanni Ferro, erede di una secolare ditta di famiglia assurto a nuovo imperatore del beverage da 27 milioni di fatturato, investiti in ampliamenti come lo “store” da 600 metri quadrati che si inaugura a luglio 2019 in quel di Jesolo. Ma si applica anche ai “corpi vivi”, come vengono misticamente chiamati i formaggi “ubriachi” della casearia Carpenedo, elaborati immergendo forme di Asiago e Montasio nelle migliori vinacce locali, o a quei “Master Gnocchi” che moltiplicano a ogni latitudine le varianti di condimento dell’impasto ottenuto dalle patate.

OLTRE IL GRISSINO “ROBERTO” C’È DI PIÙ

A Castelfranco parla per tutti un Davide Pedon che, per nulla “saziato” dai 35 Paesi colonizzati con il grissino di famiglia, il “Roberto” prodotto a Susegana, si è lanciato nel sogno di sedurre milioni di newyorkesi ammanendo loro gli asparagi & uova, o i gamberetti con rucola, della linea “Tramezzini Nyc“.

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I pass per l’evento degli “impavidi eroi” veneti.

“BIONDE”, KIWI E MONUMENTALI GRAPPE

Altri brand contribuiscono a questo filò, artisticamente impreziosito dalla mostra di 18 tavole d’autore ispirate ai marketing heroes. Nelle cui fila si schierano a Castelfranco anche gli Adami Spumanti imbottigliati nello splendore Doc di Valdobbiadene, le “bionde” pregiate del micro-birrificio CR/AK di Campodarsego, i kiwi di Giavera del Montello premiati all’Expo 2015, le monumentali grappe della distilleria Poli di Schiavon.

NON ESISTONO EROI SENZA NARRAZIONE…

Il risultato finale è una sorta di “Talent live” a cui un pubblico di 150 spettatori (selezionati solo su invito) risponde con l’auspicato entusiasmo. Merito anche dei narratori che, oltre a Zanolli, sono gli imprenditori-scrittori Giampietro Bizzotto e Gianpaolo Pezzato, autori del libro Impavidi veneti, edito dall’università veneziana Ca’ Foscari, e i creativi dell’agenzia Velvet Media, passati da cinque a 150 nel giro di quattro anni grazie al fiuto del fondatore Bassel Bakdounes, amministratore delegato di origini italo-siriane. Perché, sin dai tempi di Omero, non esistono heroes senza chi li narra al mondo.

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