Maroni taglia i rom

Barbara Ciolli
27/09/2010

Il ministro dell'Interno: niente case popolari ai nomadi.

Maroni taglia i rom

«I rom espulsi dal campo milanese di Triboniano non andranno ad abitare nelle case popolari del Comune». Nel corso di un vertice in prefettura di Milano, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato che nelle prossime settimane il campo nomadi del capoluogo lombardo sarà chiuso, precisando che nessuna delle famiglie allontanate sarà sistemata nelle case Aler, gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, o di porprietà comunale. Il pugno di ferro varrà sia per questo che per eventuali sgomberi futuri.
«Il modello di Milano può essere esportato in tutti i Paesi europei: abbiamo ottenuto risultati molto importanti nel campo della sicurezza» ha proseguito Maroni, sostenendo anche che «occorre dotarsi di nuovi strumenti per arginare la presenza degli stranieri» dopo allargamento, nel 2011, dell’area Schengen alla Romania.
Secondo il titolare del Viminale sarà necessario «innovare la direttiva europea del 2004», che ora prevede l’espulsione dei cittadini comunitari dagli Stati membri dell’Ue solo nel caso in cui abbiano commesso reati, introducendo strumenti per integrare i cittadini in grado di mantenersi economicamente e allontanare chi non ha reddito o lavoro sufficienti alla sussistenza. Per Livia Turco, responsabile immigrazione del Pd, le parole del ministro leghista sono «l’ultimo tassello di un’azione del governo intollerante e scellerata», che «ormai quotidianamente pratica una discriminazione inaccettabile degli esseri umani».