Marta Cartabia smentisce l’attacco a Giuseppe Conte

Luca Burini
30/04/2020

La presidente della Consulta si è detta sorpresa e dispiaciuta per la strumentalizzazione politica delle sue parole sulla Costituzione nella lotta dell'opposizione, e non solo, contro il premier nella gestione dell'emergenza coronavirus.

Marta Cartabia smentisce l’attacco a Giuseppe Conte

La Costituzione come «bussola necessaria per navigare nell’alto mare aperto dell’emergenza e del dopo-emergenza», così si esprimeva il 28 aprile la presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia in un testo scritto e in un podcast. Il giorno successivo Repubblica riprendeva l’intervento dipingendolo come un attacco da parte della Consulta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Attacco che è subito diventato una bandiera per l’opposizione, e non solo (citofonare Matteo Renzi che l’ha citata anche nel suo intervento al Senato), nella quotidiana guerra contro «la dittatura del premier». Peccato che la cosa non abbia fatto piacere alla stessa Marta Cartabia che, 24 ore dopo, ha dovuto spiegare, in un incontro con la stampa estera, che «è davvero inappropriato attribuire al presidente della Corte costituzionale l’intendimento di scendere nell’agone politico. Se c’è un principio che un presidente tiene a preservare è proprio quello di essere super partes».

SORPRESA E DISPIACIUTA PER LA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA

Cartabia si è detta sorpresa e dispiaciuta che il suo richiamo al ripartire dalla Costituzione «abbia potuto essere speso in riferimento a singole contese di tipo politico in corso». Anche perché «sarebbe gravissimo che un presidente della Consulta volesse entrare nella discussione per dire ‘questo atto del governo non va bene’», ha spiegato lei.

FIERA DI ESSERE INDIPENDENTE

«Non so come si possa immaginare un atteggiamento del genere, anche per la mia storia. Vengo da un percorso accademico e a settembre quando scadrà il mio mandato tornerò alla ricerca e a insegnare. C’è una fierezza nell’essere indipendenti, prima che un dovere è una prerogativa che un giudice si deve gustare sino in fondo», ha infine concluso.

LA CONSULTA AVEVA GIÀ CHIARITO CHE SI TRATTAVA DI UNA LETTURA FUORVIANTE

Una precisazione che, comunque, era già stata fatta dalla stessa Consulta poche ore dopo la pubblicazione di Repubblica: «È fuorviante e non vera una lettura della relazione riferita a vicende politiche di questi giorni, si tratta di un testo preparato da giorni, molti contenuti del quale fanno parte del pensiero accademico della presidente Cartabia illustrato in numerosi suoi scritti e anche in alcune interviste». Smentita che probabilmente era sfuggita ad alcuni leader politici.